Torna sulle scene musicali il rapper napoletano Clementino che, a distanza di due anni dalla pubblicazione del disco d’oro di “Mea Culpa”, ha lavorato alla sua ultima fatica, “Miracolo“, già annunciato alla fine del 2014 su Facebook dal rapper stesso che aveva anticipato a tutti i suoi fan di essere al lavoro su un nuovo album in studio. “Miracolo” arriverà il 28 aprile 2015 e sarà caratterizzato da numerose collaborazioni con rapper italiani tra cui spiccano i nomi di Fabri Fibra, Gué Pequeno, Marracash, Noyz Narcos e tanti altri.

Oltre a “Luna”, in rotazione radiofonica dal 20 aprile 2015, “Miracolo” è stato anticipato il 16 marzo scorso con la pubblicazione del singolo “Lo strano caso di Iena White” attraverso il canale YouTube del rapper. Il disco sarà disponibile in due versioni, una classica e una deluxe che sarà impreziosita da un secondo, “Miracolo Jam”, una jam session di 14 brani cantati insieme a tutti i rapper più importanti della scena.

“Il vecchio album si chiamava ‘Mea culpa’ e mi piaceva ‘Miracolo’ come continuo, era adatto, visto anche il film di Troisi ‘Ricomincio da tre’ con la scena del miracolo e poi il miracolo che finalmente l’hip hop è stato sdoganato anche in radio e tv, specialmente negli ultimi due anni” ha dichiarato Clementino. Tra le collaborazioni celebri del disco c’è quella con Pino Daniele nel brano “Da che parte stai?” e quella con Alessandro Siani con “Cos cos cos”: “Non mi sembrava giusto dopo quello che è successo, dopo la scomparsa di Pino, tirare fuori questa canzone come primo singolo, speculare troppo su questa cosa. La canzone che ho cantato con lui è in assoluto la soddisfazione l’orgoglio della mia vita: parla della guerra, del no alla violenza, dopo tutto quello che è successo in Francia, in Kenya, in Ucraina, penso sia adatto a questo periodo”.

Nel disco, Clementino affronta i temi più vari: dall’amore ai temi sociali, dall’inizio di una carriera strada, la sua terra resta sempre protagonista. “Il rap campano è diventato più famoso da quanto c’è la crisi in Italia, perchè raccontiamo il disagio di una generazione e tutti i problemi che ci sono. Io vengo dal centro della Terra dei fuochi e mi considero un rapper radioattivo a tutti gli effetti. Sicuramente possiamo parlare più noi di qualcuno con il bicchiere dell’aperitivo in mano davanti al bar”.