Sta girando molto sui social network una riflessione di Claudio Baglioni sulla violenza sulle donne, in forma di appello ad amarle “da uomini veri”.

Il cantante, che sarà protagonista di un altro tour dei Capitani coraggiosi insieme a Gianni Morandi, sul proprio profilo è infatti solito proporre di questi temi sotto forma di racconti in prosa lirica, che riscuotono molto successo tra i suoi fan (che sono più di 700mila).

Il racconto di Baglioni dunque inizia con la presentazione di una ragazza particolarmente ammirata nella scuola da lui frequentata (ma non è detto che si tratti di un episodio autobiografico), e al contempo con la descrizione delle tante attenzioni di cui è oggetto da parte dei ragazzi: “Era la più carina di tutta la scuola. E anche la più battagliera e avanzata. Le facevamo il filo in parecchi. Che a quel tempo al massimo voleva dire starle intorno in silenzio e sorriderle timido. Chiedere spesso se aveva bisogno di aiuto o di un qualsiasi altro favore. Poterla scortare alla fermata del tram. Prodigarsi a portarle i libri o i disegni o le scarpe della ginnastica. Salutarla con gesti di enfasi o da sottintesi e qualche volta sfiorarle la mano e la spalla sperando che lei comprendesse e si aprisse in un cenno evidente di assenso.

Segue poi la proposta enfatica del protagonista della lirica, evidentemente innamorato come tutti gli altri: “Ma lei rifiutava decisa ogni offerta di cortesia e così non capì o non intese capire fino al giorno nel quale facendomi forza e parandomi di fronte a lei – occhi a terra – con la voce rubata a un ventriloquo le dissi ‘Ci mettiamo insieme io e te?”.

La risposta – ed è un diniego – apre il racconto al tema del rapporto tra i sessi, in questo caso inteso come una contrapposizione forte: “Seguì un interminabile mezzo secondo. ‘Non posso’ rispose automatica. ‘Tu sei il mio nemico storico’. ‘Perché?’ feci io con il verso di un rospo. Al che lei voltandosi quasi di scatto insieme al caschetto mogano scuro. ‘Perché tu sei un maschio. Antagonista di tutte le donne di sempre.”

Un po’ come nella fiaba della volpe e l’uva il protagonista afferma di non essere stato davvero interessato a lei, per quanto ammetta che possa trattarsi di un auto-inganno: “Non riuscii a replicare per quanto restai in confusione e in difficoltà ma dopo mi fu di conforto il retropensiero che pure bellina preparata moderna intelligente sincera impegnata indipendente formata elegante divertente slanciata intrigante adorabile appassionante – insomma perfetta – non è che poi io l’amassi sul serio.”

E infine la riflessione sulle maschere indossate da uomini e donne, che si risolve in un invito alla comprensione e all’appello contro ogni forma di violenza: “I maschi sanno essere spesso ancor oggi avversari – e molto di più – delle femmine. Vessazioni molestie angherie prepotenze. Abusi violenze oppressioni. Maltrattamenti persecuzioni. Ferimenti e perfino uccisioni. Le donne ci fanno soggezione e paura. Dovremmo imparare ad amare la loro natura e ad amarle sul serio. Da uomini veri.”

I commenti al brano sono molto positivi, come è facile aspettarsi, ma c’è anche chi – forse fraintendendo la natura di confessione della poesia – accusa Claudio Baglioni di un facile paternalismo sentimentale sfociante in un maschilismo involontario.