Quest’anno, il Festival Internazionale del Cinema di Roma, ci ha riservato la visione di un film che non si è limitato a documentare una malattia rara che colpisce pochissimi bambini al mondo – la cui mortale fotosensibilità ai raggi ultravioletti del sole, li costringe a vivere esclusivamente di notte, isolati dal resto del mondo – ma ci ha dato la possibilità di assistere ad un autentico esempio di solidarietà.

La produzione della Citrullo International e Rainbow di The dark side of the sun, per la realizzazione delle riprese ha sviluppato dei sistemi luminosi, che non risultassero nocivi e al contempo fossero anche giochi interattivo per i bambini .

E così questo docu-film, che ha previsto l’utilizzo esclusivo di lampade ad emissione led, o di luce fiamma, fabbricate ad hoc per proteggere i piccoli protagonisti dai raggi UV.

Ha fatto costruire anche ninfee galleggianti, lanterne volanti e candele ornamentali che, oltre ad entrare nell’universo visivo del film, sono diventati oggetto per i giochi luminosi messi a disposizione ed infine donati ai bambini della comunità di Camp Sundown, location del film.

Inoltre il produttore Daniele Villa e il regista Carlo Shalom Hintermann hanno tenuto al campo, fin dal primo anno, un laboratorio video, che ha creato un clima ludico tra gli operatori e i bambini: ognuno con la propria telecamera, “hanno giocato a girare il film” dando luogo ad uno imperdibile documentario, fuori dall’ordinarietà, sia nei contenuti, quanto nei metodi produttivi.