A smaliziare chi sogna di vincere un oscar ci pensaFalene”, il film di Andres Arce Maldonato – colombiano di nascita ma naturalizzato romano – che approda con ritardo nelle sale cinematografiche e balza agli occhi come fosse l’ opera di esordio di un misconosciuto regista, all’ interno di un panorama ridondante.

Lo scenario, infatti, che si presenta agli appassionati di cinema, sfogliando una rivista di settore, appare ridondante per il fatto che i nomi che lo animano sono in fondo sempre gli stessi.

Nel quadro nazionale delle produzioni cinematografiche i giovani non trovano la complicità di cui avrebbero bisogno per farsi conoscere dal grande pubblico, poiché da parte degli investitori raramente è possibile scommettere sui nuovi talenti, a causa delle ingenerose leggi che regolano il mercato dell’ industria del cinema italiano.

Naturalmente anche nel caso di  Andres Maldonato, che ha alle spalle un buon numero di lavori audiovisivi, “Falene” riesce finalmente a diventare un prodotto per la sala, si è dovuta costituire una specie di cooperativa per cominciare la lavorazione della sceneggiatura.

E’ stato, infatti, realizzato mediante una formula produttiva che molti giovani autori sono costretti ad adottare per farne un personale “cavallo di Troia”.

“Falene”, è l’esempio estremo di low budget, poichè è stato girato in soli cinque giorni da una troupe leggerissima e ricorrendo al supporto digitale, ma anche perché è stato autoprodotto da tutti i partecipanti, con la collaborazione del produttore  Giovanni Costantino che ne ha sostenuto solo alcune spese.