Grandi nomi del cinema italiano sono tornati sugli schermi in questi ultimi mesi, con l’uscita di alcuni film che sono stati entusiasticamente accolti dalla critica ma che, purtroppo, non hanno avuto lo stesso riscontro al botteghino.

A.C.A.B.” di Stefano Sollima, “Diaz – Don’t Clean Up This Blood” di Daniele Vicari e “Romanzo di una strage” di Marco Tullio Giordana, hanno avuto intere pagine e servizi di elogio per la loro interpretazione della realtà italiana, per poi trovarsi, però, fuori dalla top five dei film più visti.

Il motivo?

Potrebbero essere tanti, ma il primo fra tutti, forse, è la mancanza di un interesse agli argomenti trattati da parte di coloro a cui il film è diretto. In particolare per Giordana, che ha voluto, e è riuscito anche egregiamente, a riportare all’attualità una delle pagine più oscure della storia italiana. Però, il pubblico preferisce altro e “Battleship”, lo scontro di Rihanna contro gli alieni, schizza al primo posto.

Forse una  mancanza di educazione civica dei giovani di oggi o forse una mira sbagliata. I film di cui si parla sono ineccepibili, sia da parte della sceneggiatura che della recitazione, ma non coinvolgono i giovani, coloro che poi decretano il successo o il flop di tutti i film.

Non si tratta di cambiare strada o di accodarsi al main stream, però, forse, è necessario trovare un modo diverso, più vicino al linguaggio comunicativo contemporaneo, per far conoscere la nostra storia.