È arrivato nelle sale cinematografiche italiane il cine-panettone di quest’anno, Vacanze di Natale a Cortina”, la consueta commedia oramai divenuta una sorta di rito catartico per gli “italioti”.

Ma quest’ anno il film targato Neri Parenti e fratelli Vanzina, pur prendendo spunto dal mitico “Vacanze di Natale 83” ne ha ribaltato la prospettiva: se quasi trenta anni fa appariva come una leggiadra trascrizione della nostra società invasa dagli yuppie milanesi, questa volta con la medesima levità racconta gli italiani giunti al baratro, economico e culturale.

Naturalmente non si tratta di un film di denuncia – anche perchè una scelta simile avrebbe soltanto tradito l’affezionatissimo seguito – ma sicuramente, né il regista Neri Parenti, né i co-sceneggiatori, Carlo ed Enrico Vanzina, hanno potuto trascurare lo scenario del Paese, nel quale lo stesso pubblico  si trova implicato, avvertendone i dolorosi effetti.

Ecco, si potrebbe arrivare a dire che anche il cine-panettone, quest’anno, parla di crisi, visto che nella Cortina del 2011 al posto degli yuppie, in primo piano ci sono i poveracci.

Ma niente paura, gli stereotipi sono quelli di sempre, e tra un tradimento ed una battuta volgare (seppur epurata) i personaggi giungono pimpanti ai titoli di coda.

Merita, però, di essere menzionata una riflessione, già condivisa da molti critici, che hanno definito “Natale a Cortina” come una “commedia farsesca di fine impero”.

Il 1983, infatti, fu l’anno del nuovo boom economico di matrice craxiana, il 2011 quello del dopo Berlusconi e dell’austerity.