Donna, figlia, madre, ex moglie e potenziale compagna. Eva è tutto ciò, e lo è con una complicanza non indifferente: le caldane da menopausa.

Il primo lungometraggio di finzione di Sophie Chiarello, Ci vuole un gran fisico, affronta un argomento classico cercando di utilizzare al massimo la bravura interpretativa di Angela Finocchiaro. Non sempre, però, ci riesce. L’inizio è molto lento, le vicende vengono raccontate con uno stile ed un andamento prettamente francese, le punte di comicità si toccano grazie alla presenza di Elio e di Giovanni Storti, oltre che con i brevi cammei dei colleghi Aldo e Giacomo.

Di certo la pellicola strizza l’occhio alle donne, ma non di tutte le età: cinquantenni probabilmente entusiaste, ma per le più giovani sentir parlare di vecchiaia, rughe, creme rassodanti e similia non è altro che un motivo di ansia bello e buono. Abbastanza vano il tentativo di utilizzare l’espediente musicale della figlia di Eva, Francesca, appassionata di musica e interpretata da Antonella Lo Coco, stella nascente del rock conosciuta ai più per aver partecipato a X Factor, con l’intento di avvicinare un pubblico più vasto.

Il problema serio del prepensionamento forzato e del sessismo sul posto di lavoro sembrano non esser trattare con lo scopo di denunciare una realtà purtroppo molto presente, ma  piuttosto con leggerezza lasciando in conclusione un fondo di amarezza nell’umore dello spettatore.