La notizia è di quelle che fanno tremare le ginocchia a tutti gli appassionati di cinema: il grande Christopher Lee è scomparso oggi a 93 anni. L’attore era ricoverato da circa tre settimane presso il Chelsea and Westminster Hospital in seguito ad alcuni problemi respiratori e cardiaci.

Se ne va così una delle più grande icone che il cinema horror e non solo abbia mai avuto, un interprete che ha incarnato il genere alla pari di mostri sacri come Boris Karloff, Bela Lugosi, Peter Cushing e Vincent Price, in particolar modo grazie al ruolo del conte Dracula.

Nato a Londra nel 1922 da un ufficiale britannico e un’italiana, da giovane Christopher Lee ha combattuto nelle fila dell’esercito inglese durante la Seconda Guerra Mondiale, per poi dedicarsi alla carriera dell’attore.

Nonostante la sua fama sia associata al più famoso vampiro di tutti i tempi la prima parte ricevuta in una produzione della storica Hammer è stata quella di uno dei rivali del celebre nobile transilvano, ovvero la Creatura del Dr. Frankenstein, in un film del 1956 girato insieme all’amico Cushing.

Solo due anni all’attore sarebbe stato concesso di sfoggiare gli iconici canini insanguinati e il mantello nero, in Dracula il vampiro: per la Hammer avrebbe ripreso il ruolo in altre sette occasioni, ma in totale le interpretazioni del non-morto nella carriera di Lee sono state ben 12 (una volta persino per il maestro del weird cinema Jesus Franco).

Sono tantissimi in realtà i registi celebri incontrati durante gli anni, a partire da Laurence Olivier passando e Raoul Walsh, passando per Powell & Pressburger, i nostri Mario Bava e Steno, Billy Wilder (che lo chiamò a vestire i panni del fratello di Sherlock Holmes dopo una serie di film nel ruolo del più celebre Sherlock), senza dimenticare Alejandro Jodorowsky, Tim Burton, Peter Jackson e George Lucas.

Gli spettatori più giovani lo ricorderanno infatti come il Conte Dooku nella seconda trilogia di Stars Wars (cronologicamente la prima), oppure come il Saruman della trilogie di Peter Jackson dedicate alle opere di J. R. R. Tolkien (da Lee personalmente incontrato in precedenza), o ancora in un piccolo cammeo nell’Hugo Cabret di Martin Scorsese.

I cinefili più anziani invece potranno commuoversi ricordano vere perle dell’horror britannico più anarchico e paganeggiante come The Wicker Man. Il talento di Lee, che nel 2009 era divenuto Sir, essendo stato insignito nel 2009 del titolo di baronetto, tuttavia si è espresso anche in altre forme diverse dal cinema, come per esempio in tutta una serie di progetti musicali, sopratutto metal, ai quali aveva prestato la propria voce. Tra questi anche vari album degli italianissimi Rhapsody of Fire.