La bellezza e la fragilità dell’adolescenza. La scoperta della propria sessualità. L’estate con i suoi profumi e le sue giornate fatte di gite in bicicletta, bagni e serate all’aria aperta. L’amore, il primo amore, nei confronti di un uomo più grande. Tutto questo è “Chiamami col tuo nome“, un film straordinario nella sua semplicità, ma allo stesso profondo e raccontato dal regista Luca Guadagnino con una maestria e un amore grandissimo verso i suoi personaggi.

Alla base c’è il bestseller di André Aciman, sceneggiato magistralmente da James Ivory, che inizialmente avrebbe dovuto anche dirigere il film. Invece dietro la macchina da presa troviamo un Luca Guadagnino estremamente ispirato che accarezza con la cinepresa i corpi dei suoi protagonisti, li spoglia ma sempre mantenendo un grande pudore, anche quando sullo schermo ci sono scene di sesso. Chiamami col tuo nome mette in scena la sensualità senza mai essere morboso, riuscendo a raccontare la bellezza di un innamoramento tra due uomini. L’amore gay nel film di Guadagnino non è trasgressione, è romantico e poetico, e avvolge i due protagonisti come il profumo dell’estate che sta scorrendo sonnolenta e calda in un Nord Italia che sembra quasi un Eden, al riparo dalla volgarità degli anni ’80 in cui è ambientato.

Oltre agli indubbi meriti di Guadagnino va dato atto anche della prova dei due attori protagonisti, Timothée Chalamet (Elio) e Armie Hammer (Oliver), davvero eccezionali. Entrambi offrono una prova attoriale intensa, realistica e credibile come poche volte ci è capitato di vedere negli ultimi anni.

Il film di Guadagnino ricorda in qualche caso il miglior Bernardo Bertolucci, vedendolo in molti penseranno a “Io ballo da sola”, ma Chiamami col tuo nome a nostro avviso non è avvicinabile a nessun altro film, ha uno stile tutto suo che fa tesoro certamente della lezione dei grandi maestri del cinema italiano e francese, ma la declina in modo originale e incisivo.

Ci auguriamo che le candidature annunciate oggi agli Oscar 2018, che vedono Chiamami col tuo nome candidato a miglior film, miglior attore protagonista (Timothée Chalamet), migliore sceneggiatura non originale (di James Ivory) e miglior canzone, possano concretizzarsi in altrettanti premi la notte del 4 marzo.