Martino fa il turnista. A suonare la chitarra è un asso, accompagna i tour di Jovanotti, Elisa e tanti altri importanti artisti italiani restando nell’ombra, anche lui vorrebbe uno spazio per il suo disco. Ambiscea a fama e gloria, comuni ai suoi datori di lavoro, ma non per lui. Dopo l’ennesimo lungo tour, di successo di altri, se ne torna anonimamente a Ginosa, il paesino natìo tra le rocce pugliesi. Ad aspettarlo per l’ennesimo stop lavorativo la madre teledipendente e l’amico di sempre, Peppino, scansafatiche e sciupafemmine. Forse la sparizione di un chitarrista attirerebbe l’attenzione di tv e pubblico. E la fama ariverebbe, finalmente. Così i due si organizzano per la grande bufala.

Il regista Alessandro Pondi ha scritto Chi m’ha visto con Paolo Logli, Martino Di Cesare e Beppe Fiorello, che veste i panni del rocker. Per lui un accento pugliese inedito scansando il siciliano d’origine, più la brama malinconica della fama attraverso la visibilità a tutti i costi con questo personaggio un po’ musone. A sorpresa, il protagonista fa da spalla al comico che non t’aspetti: Pierfrancesco Favino. Peppino, l’amico, è un guascone, uno zoticone in canottiera dalla verve incontenibile. In una commedia a tempo di pizziche bagnate di country e chitarre elettriche, l’attore romano ci fa dimenticare provenienza e trascorsi da sex-symbol. È un pefetto trucido, un corpo comico che produce gag a ruota libera insieme al compagno Fiorello. Tempi perfetti su ogni skecth, le gutturalità tipiche e trascinanti del dialetto pugliese, mai posticce, mettono i giusti accenti a battute e situazioni che rotolano allegramente per tutto il film lungo le cave di Ginosa e i paesaggi più aspri di Puglia.

Con loro la cubana Mariela Garriga – attrice che rivedremo sempre più spesso perché niente male – nei panni di una lucciola che sogna un’altra vita. E vorrebbe fuggire dalla sua. Tutti e tre i personaggi vorrebbero scappar via, ognuno per motivi diversi, ma solo Martino s’inventa qualcosa, seppur in maniera scriteriata. Funzionerà il trucchetto della sparizione per iniziare la carriera da solista? Pondi cuce una commedia dove si ride tantissimo ma non si smette di riflettere sulle manie di protagonismo che rimbalzano sugli schermi di casa. Mettendo per un attimo da parte il web, si torna ad ambire alla fama televisiva, dove il diavolo tentatore veste i panni scosciati della giornalista venditrice di emozioni con il volto sibillino di Sabrina Impacciatore. Bieca show-woman sarà lei con il suo programma Scomparsi a catalizzare l’attenzione mediatica su Ginosa e sul suo rocker sparito nel nulla.

Essere famosi importa più dell’essere bravi? Più dello stesso star bene? Della famiglia o di un amore? Interrogativi stimolanti e una valanga di risate costellano tutto il film, anche se la chiusura, nel finale, è giocata in maniera narrativamente un po’ frettolosa. Ma perdonabile grazie a quell’attrezzo di Peppino. Chissà, su di lui sarebbe anche opportuno pensare a uno spin-off tutto suo. Intanto Chi m’ha visto è in sala dal 28 settembre per 01 Distribution. A prima vista poteva sembrare un titolo di mezza stagione per una distribuzione che mette tanta carne al fuoco, tanto per fare volume, invece finalmente si mette da parte l’immagine Rai Fiction del Fiorello biograficamente drammatico per un sorprendente concentrato di comicità made in Puglia con lui e un Favino in forma smagliante.