Checco Zalone per il suo ultimo film, il fortunatissimo Sole a catinelle, si sarebbe ispirato un po’ troppo apertamente a un manoscritto già edito? Questa è l’accusa con cui lo scrittore Alex De Vietro ha denunciato la Taodue, la casa di produzione della pellicola.

Checco Zalone con Sole a catinelle ha sbancato i botteghini italiani; il film è infatti risultato il maggiore incasso sul suolo italiano nell’annata 2013/2014 con oltre 51 milioni di euro totali incassati. Una cifra impressionante, superiore persino ai due precedenti film di successo che vedevano il comico pugliese protagonista, Cado dalle nubi e Che bella giornata.

Adesso però è arrivata nei confronti del film una denuncia per un presunto caso di plagio. Secondo quanto riporta nel suo esposto Fabrizio Lamanna, l’avvocato dello scrittore Alex De Vietro: “La trama del film di Checco Zalone ‘Sole a catinelle’ sembrerebbe appartenere al 22enne tarantino Alex De Vietro. Il film prodotto dalla Taodue S.R.L. e uscito nelle sale italiane il 31 ottobre del 2013, riprenderebbe pedissequamente il nucleo individualizzante di un manoscritto di creazione del De Vietro depositato in data 13 giugno 2012 presso l’ufficio Siae.”

In particolare, l’avvocato sottolinea la similitudine con tre sequenze del film con Checco Zalone: “Emergerebbero almeno tre atti che possono definirsi individualizzanti dell’opera stessa: 1) La scena del protagonista che ricerca le offerte di lavoro su un giornale; 2) la professione di venditore porta a porta; 3) il divieto di accesso dei consulenti porta a porta.”

Al momento non sono ancora arrivati a proposito della faccenda commenti ufficiali da parte della casa di produzione della pellicola, la Taodue. Non è invece tardata ad arrivare la risposta di Checco Zalone, parecchio ironica. Su Facebook, il comico ha replicato all’esposto del legale postando la scritta: “Quindi cari sceneggiatori, se scrivete una storia in cui il protagonista alla fine muore, sappiate che i diritti sono dei sig. Marco, Matteo, Luca e Giovanni.”