Quando si dice una vita per il cinema, si pensa subito a John Charles Carter, in arte Charlton Heston. Nato ad Evanston il 4 ottobre del 1924, l’attore e regista statunitense, grande interprete di colossal d’argomento biblico-storico e premio Oscar al miglior attore nel 1960 per Ben Hur, venne a mancare il 5 aprile del 2008, quando morì nella sua casa di Beverly Hills. Sei anni fa, durante i quali Heston, nativo dell’Illinois, non è però tramontato: la sua storia, la sua figura, le sue performances sono ancora oggi di esempio per tutti i giovani americani.

Figlio di operaio, nel 1944 si arruolò nelle United States Army Air Forces, prestando servizio in Alaska. Esordì al cinema con La città nera nel 1950, ma il ruolo che lo fece conoscere in tutto il mondo fu quello di Mosè in I dieci comandamenti (1956), per cui fu scelto in quanto il regista Cecil B. DeMille riteneva che incarnasse la statua di Mosè del Michelangelo. Da lì molti ruoli epici, ma soprattutto la partecipazione a Ben-Hur, che gli valse l’Oscar al miglior attore. E poi Il pianeta delle scimmie (1975) e molti altri, fino a diventare produttore negli anni ’90. Il suo ultimo film è stato My Father (2003), nei panni del nazista Josef Mengele. Dal 2002 annunciò di essere affetto dal morbo di Alzheimer.

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