Il 15 giugno sarà nelle sale italiane il film del pluripremiato regista turco Nuri Bilge Ceylan C’era una volta in Anatolia” dopo più di un anno che il film è stato presentato a Cannes, dove ha vinto, all’unanimità, il Grand Prix della Giuria.

Si tratta di un film particolare, un poliziesco nell’intento e psicologico nei fatti, che porta lo spettatore a vivere le esperienze e le sensazioni dei protagonisti.

Una trama piuttosto semplice che serve solo da filo conduttore per lo scopo vero della pellicola. I protagonisti della storia sono un commissario con i suoi agenti, un medico legale e un procuratore che viaggiano durante la notte nelle immense pianure dell’Anatolia. Con loro anche il sospettato di un omicidio che li sta conducendo sul luogo dove è stato sepolto il cadavere.

Una ricerca minuziosa in cui ogni dettaglio può risultare utile, fino alla scoperta del cadavere.

Nuri Bilge Ceylan rimane fedele alla linea di regia che lo contraddistingue e fa un film lungo e impegnativo in cui la ricerca e la scoperta di un cadavere, e i modi in cui tutto ciò accade, sono solo un mezzo per portare lo spettatore nel fondo dell’animo umano. Un’indagine su di un crimine che si trasforma in un indagine intima e personale.