Avevamo lasciato Gru felice e vincente con la sua famigliola di bambine pestifere, mogliettina agente della Lega Anti Cattivi e gli immancabili Minions. In Cattivissimo Me 3 l’ex-supercattivo fa coppia con Lucy Wilde anche nel lavoro, ma un rapinatore fissato con gli anni ottanta riesce a fargliela. In ballo il furto del diamante più grande del mondo. Intanto viene fuori dalla sua isola dorata Dru, fratello gemello cresciuto in segreto da loro padre. Il ricongiungimento familiare è il miglior incipit per riprendere le avventure di Gru e compagni, più mirabolanti e comiche che mai.

Ci sono citazioni a classici come Star Wars – L’Impero colpisce ancora, con il dottor Nefario (il fedele inventore partner di Gru) bloccato come Ian Solo in una lastra di grafite, nonché una sciarada senza fine di passi di danza anni ’80 offerti da Balthazar Bratt, villain mattacchione con tutina provvista di spalline e mustacci alla Hulk Hogan. E poi musica a tema con classici dell’epoca come Bad di Michael Jackson e Take My Breahte Away dei Berlin. Si, ci sono anche Alvaro Soler i Morat a performare l’hit scritto ad hoc Yo Contigo, Tu Comigo, ma in CM3 sono gli Anni Ottanta che vincono. La rissa-dance per i piroettanti combattimenti tra Bratt e Gru è già lo sketch imperdibile del cinema di fine estate. Sì, di fine estate perché il terzo capitolo del franchise uscirà in Italia il 24 settembre.

Dru è un gemello straricco e impacciato che vorrebbe diventare un ladro supercattivo in coppia con il veterano Gru, ma non tutto filerà liscio e i due gemelli scopriranno un nuovo mondo familiare. A doppiare Gru è di nuovo Max Giusti, che stavolta si sdoppia creando una vocetta in falsetto per l’entusiasta Dru. Un lavoro che contribuirà certamente a far entrare anche quest’altro omone con il naso adunco, ma biondo e vestito di bianco, nel cuore dei bambini.

Il divertimento spassoso per tutta la famiglia targato Illumination non si ferma però in superficie. Come ogni cartoon che si rispetti parla di buoni sentimenti. In particolar modo di famiglia allargata, del rapporto tra due fratelli ritrovati, di affinità e acredini da sciogliere con la comprensione reciproca. Ma anche della delusione e frustrazione di un ex-ragazzo prodigio, come nel caso del villain, diventato cattivo da adulto dopo essere uscito silenziosamente di scena da un’infanzia sulla cresta dell’onda di programmi tv e spot per bambini. Tra la velocità vertiginosa di inseguimenti volanti quando non in auto, furti ingegnosissimi, testosteronici pernottamenti in galera (questi ultimi da parte di Minions mai così tosti) resta spazio, infine, per la morale sui desideri spesso impossibili e sulla magia di accontentarsi di quel che si ha. Insomma, una piccola grande favola zeppa di risate, piccoli momenti di riflessione e qualche tenerezza tra le gag hig-tech che la saga ci ha insegnato ad aspettarci.