Sono stati a Roma per presentare alla stampa il nuovo film targato Disney Pixar il regista Brian Fee e il produttore Kevin Reher. Il loro Cars 3 è uscito da giugno nei cinema americani e in diversi paesi del mondo totalizzando 160 milioni di dollari d’incasso e arriverà in Italia il 14 settembre. Nella conferenza stampa tenuta a Roma i filmakers hanno parlato del nuovo personaggio femminile, Cruz Ramirez, a metà tra trainer e pilota che svolgerà un ruolo fondamentale accanto allo storico protagonista Saetta McQueen. “Nel corso di sei anni di lavorazione del film abbiamo cercato di rendere Cruz sempre più profondo, con nuovi modi per trovare altre fonti d’ispirazione. Anche il mio rapporto con le mie figlie mi ha portato, ci ha spinti a trasformarlo in un personaggio femminile”. Ha spiegato Reher. “I personaggi sono per la maggior parte maschili, ma noi volevamo che il film fosse per tutti. E poi volevo dare alle mie figlie anche un modello d’ispirazione”. La storia di Cars 3 è anche una sorta di momento di crisi e sospensione tra il continuare con le corse e un passaggio di consegne. “All’inizio l’idea era capire dove si sarebbe trovato Saetta McQueen a dieci anni di carriera. La cosa interessante è stata che Jeff Cullen, pilota Nascar che sta per ritirarsi ha detto ‘questa è la mia storia’”. È stata la dichiarazione del regista. “Ma da un punto di vista emotivo ha più a che fare con il voler diventare genitore”.

Il vecchio trainer di Saetta presente nel primo Cars del 2006, Doc Hudson, era stato doppiato da Paul Newman, che nel 2008 è scomparso. Ma per questo terzo capitolo l’attore è tornato a recitare grazie a registrazioni che Lasseter, patron di Pixar, aveva conservato per anni. “Abbiamo cercato di riportare il personaggio di Doc Hudson nel film e siamo stati molto fortunati perché abbiamo chiesto alla Fondazione Paul Newman se potevamo utilizzare tante registrazione archiviate durante le sessioni dove John Lasseter aveva lasciato il microfono aperto”. Ha racontato Reher. “Mr. Newman raccontava delle corse e di cosa significavano per lui. All’inizio pensavamo di girare dei flashback con voci molto simili a quella di Paul Newman. Ma nessuna funzionava: mancava l’anima”. E Fee ha aggiunto: “Poi ci siamo accorti che nelle registrazioni c’erano intere battute utilizzabili, così abbiamo scritto dialoghi e personaggi intorno a quelle registrazioni. Senza di esse non sarebbe stato lo stesso film”.

Il franchise di Cars è una creatura concepita da Lasseter, che però ha lasciato alla sua squadra una gran libertà creativa. “Nessuna pressione da Lasseter. Saetta McQueen non è suo. Lui è Saetta McQueen!” Ha esclamato Reher su ipotesi di possibili pressioni dal grande capo. “Sono stato chiamato nell’ufficio di John: voleva che facessi questo film”. Ha continuato Fee. “Non avevo mai diretto un film, ma mi sono fidato del fatto che John voleva che lo dirigessi io. Quando sono arrivato la storia era già molto sviluppata, tra l’altro. Lui ha partecipato tantissimo all’evoluzione narrativa. Quello che mi ha colpito è stato che è riuscito ad essere di grande aiuto senza prendere il controllo di tutto”.

E alla fine la tentazione dei giornalisti di sapere qualcosa in più dal mondo dei sequel è stata troppo grande. “Non ci sono piani per i sequel. Se qualcuno ha un’idea buona si sviluppa. Ma non viene fatto in anticipo. Noi amiamo i personaggi e queste saghe, per questo li rispettiamo non pianificando”. Ha concluso sorridente il producer Reher, con il suo look da turista in camicia a fiori e il sorriso sereno di chi ama quello che fa.