L’americano Lightning McQueen fu italianizzato nel più abbordabile Saetta McQueen fin dal primo film legato al fortunatissimo franchise. Sicuramente quello del cuore per John Lasseter, capo della Disney Pixar, come ci hanno raccontato gli stessi filmakers di Cars 3 che questa estate hanno presentato il film incontrando la stampa italiana. Il design originale dell’automobile da corsa antropomorfa più famosa di sempre si ispirò fin dal primo capitolo, nel 2006, alla Ford GT40 del ’74 per la coda e le linee sportive, e alla Chevrolet Corvette C1 del ’53 per il musetto e l’eleganza tondeggiante. Giunti al terzo episodio Saetta è ormai un corridore maturo ed esperto. Ha conquistato tutto quello che poteva vincere, così proprio quando la vittoria inizia a diventare un vizio legato al successo viene improvvisamente spodestato da una nuova generazioni di sfidanti. Più aerodinamici, più tecnologici, più determinati, più performanti. La nuova auto da battere si chiama Jackson Storm, e la sua glaciale sbruffoneria provoca al nostro campione in livrea rossa un vero e proprio tracollo da mezza età. Il bivio tra adattamento tecnologico al nuovo che avanza e ritiro nel ruolo di testimonial pubblicitario ha una scelta obbligata per l’orgoglio di Saetta, così dopo un aggiornamento a carrozzeria e strumentazioni sua coach diventa Cruz Ramirez. E da qui inizierà veramente il film.

L’avventura di Cars 3 che uscirà il 14 settembre al cinema rispecchia come al solito il percorso dell’eroe con l’aggiunta di tanti buoni sentimenti, ma stavolta forse qualcosa cambierà in favore del pubblico femminile. O meglio delle giovanissime che guarderanno il film. Cruz è un’auto gialla di grande talento. Determinatissima insegna a Saetta nuovi trucchi, ma la loro amicizia servirà soprattutto a portare al pubblico un messaggio positivo sullo scarto generazionale e la fiducia in sé stessi. Su quanto un campione non più giovane possa ancora imparare per primeggiare, qual è il confine con le nuove leve e il fare spazio per insegnare con la propria esperienza ai giovani che vanno avanti. Ma su tutto spicca un girl power applicato ai motori Pixar finora inedito, se escludiamo qualche personaggio femminile sul tour europeo di Cars 2.

Si ride, si stringono i denti per manovre impossibili e corse difficilissime dall’esito incerto, si partecipa agli stati d’animo dei protagonisti con il solito grande circo dell’automobilismo senza uomini. Alcune new entry sono uno spasso, come Miss Fritter, doppiata da La Pina e partecipante spericolata di una sgangherata corsa di campagna e lo stesso speaker dalla voce assatanata di J-Ax. E poi vecchie conoscenze come Sabrina Ferilli, Ivan Capelli e Gianfranco Mazzoni che tornano a dar vita rispettivamente alla fidanzata storica di Saetta e alla coppia di commentatori sportivi dallo speakeraggio concitato. Outsider Sebastian Vettel, che è la voce di un computer di bordo saccente e puntualissimo. Il pilota Ferrari lo interpreta sia nella versione italiana che in quella tedesca.

Preceduto dal documentario evento Motori Ruggenti uscito a luglio, il circo dei motori per piccini targato Disney Pixar è ritornato, e adesso ambisce a catturare il cuore anche alle bambine. Riuscirà nel suo intento?