Dopo tanto clamore provocato al Festival di Cannes, dove ha provocato gli ululati di piacere della critica, arriva finalmente anche in Italia l’ultimo film del regista Todd Haynes, l’acclamato Carol.

Protagoniste del film sono Cate Blanchett e Rooney Mara (che si è aggiudicata la Palma d’oro per la migliore interpretazione femminile), nei panni di due donne di età diverse che vivono una storia d’amore nell’America puritana degli anni ’50: una sorta di versione melò del racconto più fisico messo in scena da Abdellatif Kechiche in La vita di Adele.

Per il cineasta quella della tensione omoerotica nei cosiddetti “happy days” degli Stati Uniti – un’epoca di vivace ripresa economica ma anche improntati a una mentalità bigotta per la quale una relazione tra due donne è da considerarsi scandalosa – è un’ossessione che si porta dietro sin dal simile Lontano dal paradiso del 2002.

È proprio contro i tabù dell’epoca, e le rispettive difficoltà, che devono combattere la giovane Therese Belivet, commessa e aspirante fotografa, e la più matura Carol Aird, intrappolata in un matrimonio nel quale l’amore è scomparso da tempo. Lentamente l’intesa tra le due lascia spazio a qualcos’altro, fino a che la coppia non è costretta a fare una scelta.

Girato nel formato Super 16 per rendere al meglio l’atmosfera del periodo, il film è tratto dal romanzo The Price of Salt di Patricia Highsmith, una scrittrice abbondantemente saccheggiata dal cinema (si pensi solo a Il talento di Mr. Ripley e L’amico americano).

Cate Blanchett, che per questo ruolo rischia di guadagnare la terza statuetta agli Oscar dopo Blue Jasmine e The Aviator, ha raccontato di aver voluto donare al suo personaggio una speciale malinconia dovuta ai rischi che corre lasciandosi dietro tutta un’esistenza ben avviata: “Carol è una persona che può sembrare distante e controllata, ma io credo che sia sempre sul punto di crollare. Non si sente a suo agio – come Therese – nel suo circolo sociale o nella sua epoca. Therese è semplicemente il prodotto della sua età e del suo ambiente. In Carol c’è una specie di malinconia, di pensierosità, un timore particolare che Therese semplicemente non ha o non capisce”.