Scandalo Mafia Capitale. Parla Carlo Verdone, uno dei più acuti osservatori di Roma, tra gli eredi più amati della commedia all’italiana.

In un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa l’attore e regista dipinge una realtà molto fosca e deprimente, sulla scorta delle recenti rivelazioni investigative riguardanti la rete di corruzione che univa in un legame inestricabile imprenditori, politici e malviventi.

Verdone, recentemente interprete per Paolo Sorrentino nel premio Oscar La grande bellezza, non riesce a reprimere una rabbia e una delusione che evidentemente cova da anni:  “Quelli che hanno un’anima se ne vanno, è inevitabile. Per me Roma è tutto, il luogo che non vorrei mai abbandonare, ma anche la città dove, alla seconda pioggia, l’asfalto si spacca, dove in piena estate, a luglio, gli alberi hanno un aspetto malato, dove i marciapiedi sono sempre sgretolati, una città opaca, ben lontana da quella celebrata da Tito Livio”.

Poi il regista di Sotto una buona stella inizia a prendersela con la politica vera e propria, non lesinando in considerazioni apocalittiche: “Se continuano a scoppiare scandali di questa portata, ci dobbiamo aspettare tumulti di piazza, ma quelli veri. Io per strada ci vado, e avverto il clima diffuso. Non c’è più spazio per l’ironia, c’è solo rabbia, indignazione, voglia di reagire. La gente si chiede: ma chi diavolo abbiamo messo lì, a comandare?

Motivo dello sfacelo della capitale per Verdone è sopratutto la decadenza della classe politica, non all’altezza dei propri compiti, impreparati, facili alla corruzione, ma anche specchio anche dei cittadini che li sostengono: “Una grossa parte della classe politica è di bassissima qualità, e quindi facilmente abbordabile dalla malavita. Non ci sono politici capaci di imporsi. Certo la politica ha le sue colpe ma come si dice a Roma: ‘Qualcuno a questi gli avrà pure votati’Il politico dovrebbe essere una persona seria, autorevole, dovrebbe aver seguito un corso di etica, essere animato da grande passione, aver fatto bene l’università e conoscere a fondo la letteratura italiana. Si fanno cascare Pompei e la Domus Aurea, vuol dire che alla guida non ci sono persone adatte. Quelli che avevano andavano bene per le scommesse e i casinò“.

Foto by Infophoto