Sono 65 le candeline che spegne oggi Carlo Verdone, uno dei più grandi attori (e registi) della commedia cinematografica italiana moderna.

Erede della tradizione della commedia all’italiana, sin dai suoi esordi l’attore romano è stato apparentato alle maschere di Alberto Sordi. Questi in effetti ha in qualche modo riconosciuto la filiazione artistica recitando insieme al festeggiato di oggi in Troppo forte e In viaggio con papà (diretto il primo da Verdone e il secondo da Sordi stesso).

Figlio del critico Mario Verdone, laureato in lettere moderne e conseguito al tempo stesso il diploma di regia presso il Centro sperimentale di Roma, Carlo trova sostegno nell’amico e scopritore Sergio Leone, che gli produce nel 1977 il film d’esordio Un sacco bello.

La leggenda vuole che il celeberrimo cineasta, “inventore” del filone dello spaghetti western, lo avesse notato a teatro in quello che sarebbe stato l’ultimo spettacolo di Verdone prima di dire addio al palcoscenico. Leone venne affascinato dalla capacità di interpretare un numero impressionante di personaggi, ognuno con tic e caratteri peculiari: un’abilità mimetica che Carlo Verdone ha poi portato nelle sue pellicole, in cui propone divertentissime istantanee del Paese attraverso i ritratti dei suoi cittadini tipo, attraverso una lente in cui sono compresenti la satira e la compassione.

Tra i tanti meriti di Verdone c’è il lancio, o la riscoperta, di personaggi della Roma più verace: basti l’esempio della compianta Elena Fabrizi, sorella del più noto Aldo, divenuta famosa come la Sora Lella vista in Bianco, rosso e Verdone.

Seguono poi film d’impronta comica come Borotalco, Acqua e sapone e Troppo forte, che poi lasciano spazio ad altre pellicole più amare e malinconiche in cui alla risata si accompagna la riflessione: gli anni ’80 sono infatti quelli di Io e mia sorella, Compagni di scuola, Stasera a casa di Alice, Maledetto il giorno che t’ho incontrato.

Il ritorno alla commedia pura, sempre incentrata su episodi e personaggi diversi, avviene con Viaggio di nozze: meno brillante l’ultima fase della sua carriera, che ha visto l’attore-regista impegnato in prestazione altalenanti in Gallo cedrone, C’era un cinese in coma, Ma che colpa abbiamo noi, L’amore è eterno finché dura, Il mio migliore nemico, Io, loro e Lara, Posti in piedi in paradiso e infine Sotto una buona stella. Film meno importanti nella filmografia del romano, in cui la critica ha visto prevalere l’interesse per la nota sentimentale su quella comica, effettivamente forse un po’ logora e appannata.

Da rimarcare che negli anni 2000 Verdone si è prestato maggiormente alla recitazione per altri registi: lo abbiamo visto infatti nei tre Manuale d’amore e in Italians per Giovanni Veronesi, ma anche in un ruolo importante ne La grande bellezza di Paolo Sorrentino, vincitore dell’Oscar come miglior film straniero.