63 anni, 24 film da regista, molti di più in qualità di interprete.

Il contributo di Carlo Verdone al cinema del Paese è sicuramente di altissimo livello, essendo riuscito a unire la tipica commedia all’italiana con un sagace racconto della modernità, impreziosito da una galleria di personaggi attentamente studiati e riprodotti su grande schermo.

Dopo l’uscita di Sotto una buona stella e la piccola ma rilevante parte in La grande bellezza, quest’anno ritroviamo Verdone nel ruolo di giurato del concorso principale del Festival di Venezia. Insieme a lui, unico italiano a sedersi al grande tavolo che deciderà dell’assegnazione del Leone d’oro, troviamo il presidente Alexandre Desplat, Joan Chen, Philip Gröning, Jessica Hausner, Jhumpa Lahiri, Sandy Powell, Tim Roth ed Elia Suleiman.

Non si tratta della prima volta a Venezia per il comico di Borotalco. Infatti, come ricorda in un’intervista a la Repubblica, gli venne affidato lo stesso compito anche nel 1994. Così Verdone descrive l’esperienza: “Una grande giuria. David Lynch, Uma Thurman, Mario Vargas Llosa, Olivier Assayas, Margherita Buy. Lynch aveva le idee chiare, non lo smuovevi. Ma chi aveva le redini in pugno era Vargas Llosa. Io e Margherita perorammo la causa di Lamerica di Amelio. […] Tra i premiati ci fu anche Assassini nati, una violenza inaudita, diseducativo. Avvertii che poteva essere imitato, Lynch disse che non avevo capito nulla. Ottenemmo un premio per Il toro di Mazzacurati, sono contento, anche perché Carlo non è più tra noi“.

Ma Venezia per il regista significa anche celebrazioni. Durante la manifestazione verrà insignito del premio Bresson alla carriera, attribuito all’artista che “abbia dato una testimonianza, significativa per sincerità e intensità, del difficile cammino alla ricerca del significato spirituale della nostra vita“. Verdone afferma che lo accetterà con grande emozione, dedicandolo alla memoria del padre: “Mi sento piccolo di fronte a questo premio vinto da grandi autori. Ho pensato: me lo merito? È incredibile, con mio fratello Luca stiamo mettendo a posto i volumi di papà nella casa di campagna, sono 18 mila, abbiamo trovato molti libri su Bresson e articoli di mio padre. Ringrazierò umilmente, dirò che spero di concludere la carriera meritandolo ancora di più. Lo dedicherò a mio padre, è stato il migliore dei Verdone, tutti gli dobbiamo qualcosa.”

Foto credit: Filmauro