Dopo Drive e Solo Dio Perdona, l’ultimo lavoro di Nicolas Winding Refn The Neon Demon era tra i più attesi del 69 Festival di Cannes. Per anni gli è stato chiesto il perché di film sempre dedicati all’universo maschile. La risposta “audiovisiva” del regista è stata costruire una storia totalmente al femminile con la giovane Elle Fanning come sua musa e antidiva assoluta.

La sorella più giovane di Dakota Fanning interpreta una diciottenne dal passato sconosciuto che giunta a Los Angeles, viene coinvolta nel mondo della moda, dominato dai “demoni” della bellezza e dell’apparenza e popolato da donne estreme e disposte a tutto, moderne cannibali e vampire.

Ogni elemento tipico del cinema di Refn è presente in questa nuova pellicola, dalla musica in contrappunto che definisce il montaggio, alle luci tra neon e rossi accesi. Ci sono i dialoghi reali in contesti surreali, c’è il compiacimento visivo di uno strato di vernice dorata accarezzato sul corpo di una pura ma tentata giovane donna.

The Neon Demon segue senza dubbio la scia di Solo Dio Perdona, quella del Refn più estremo che si è lasciato la fragilità di Drive alle spalle ed ha deciso di rivolgersi ad un pubblico più esigente ma consapevole.

Il pubblico di Cannes si è diviso per questa nuova fatica cinematografica del regista danese in quella che è stata la giornata più controversa di Cannes 2016.

Presenti in conferenza stampa dopo la proiezione del film a Cannes: il regista Nicolas Winding Refn, la protagonista Elle Fanning, il montatore Matthew Newman ed il compositore Cliff Martinez

Come ha lavorato all’estetica del film e qual è il suo sguardo sul mondo della moda? 

Nicolas Winding Refn: Visto che sono moto dislessico, le immagini hanno sempre costruito parte integrante del modo in cui comprendo il mondo attorno a me. Ho imparato l’inglese molto tardi nella mia vita nel periodo in cui ho vissuto a New York quindi le immagini e lo strano suono di questa lingua hanno costituito la mia educazione per molti anni.

Non so bene cosa faccio esattamente, so solo che guardo un muro bianco e penso: “cosa mi piacerebbe vedere oggi?”

Così costruisco i miei film, in un modo moto istintivo e soddisfacente anche se a volte è frustrante e sconcertante non solo per le altre persone ma anche per me. C’è qualcosa di meravigliosamente perverso nel rendere tutto sessuale. L’ironia sta nel fatto che con Drive ho raggiunto l’apice della rappresentazione della mascolinità che era quasi omoerotica. Con Solo Dio Perdona invece trattavo il tema dell’evirazione figurativa di un uomo che desidera tornare nel grembo materno da dove tutti veniamo. Dopo tutto ciò, non potevo che soddisfare finalmente il mio desiderio e sogno di vivere, in qualche modo, i panni di una sedicenne. Credo che ogni uomo abbiamo dentro di sé il desiderio di essere una sedicenne. Per fare questo, dovevo trovare la ragazza giusta e sono stata molto fortunato del fatto che Elle Fanning abbia accettato di venirmi a trovare nella mia casa di Los Angeles per discutere del film. Quando l’ho vista le ho detto: “Oh Dio, sei me! facciamo un film insieme? il film deve essere su di te perché hai sedici anni e posso incanalare tutto attraverso di te che mi farai da guida. Lo gireremo mentre hai diciassette anni in modo che quando lo presenteremo a Cannes ne avrai diciotto e ci sentiremo come nel giorno del Prom. Stasera Elle compirà diciott’anni e festeggerà il suo Prom.

Elle invece potresti parlarci della natura sfuggevole della bellezza non solo nella moda ma anche nel mondo del cinema e della tua esperienza con le persone che magari in passato ti hanno giudicato solo dall’aspetto invece che farlo sulla base di quello che sei capace di fare?

Elle Fanning: Mi piace interpretare personaggi differenti tra loro, questo era più oscuro, più dark, e credo che nonostante io sembri sempre una persona felice, solare e allegra all’esterno, ognuno di noi ha un lato buono ed uno cattivo in sé ed anche io come tutti noi ho un lato oscuro che è stato divertente esplorare nel film. Dato che Nicolas gira in ordine cronologico è stato emozionante, perché Jesse fai dei progressi, cambia velocemente e da innocente diventa molto narcisista. Con Nicolas abbiamo parlato di lei e all’inizio doveva essere una specie di Dorothy del Mago di Oz, una ragazza dal passato sconosciuto che al venir catapultata in questo nuovo mondo, guarda tutto con uno sguardo innocente e attratto da luci e lustrini . Per un po’ ho pensato che il Neon Demon fosse Los Angeles, una città che ti cattura e ti attrae fino a risucchiarti per poi sputarti fuori.

Ho fatto il mio primo film quando avevo due anni quindi più o meno faccio questo lavoro da quando sono nata e lo adoro. . Sono nata in Georgia però e con Nicolas abbiamo cercato di incorporare quanto più di me potevamo nel personaggio e di adattarlo il più possibile a me. Per certi versi si può dire che anche io sono una ragazza di una piccola città che è stata travolta dal mondo di Los Angeles ed è per questo che con il mio personaggio, Jesse, abbiamo degli aspetti in comune.

Nel film c’è una scena in cui si disserta sulla bellezza. Com’è nata e qual è la sua opinione al riguardo?

Elle Fanning: Quella scena nasce dal fatto che ho improvvisato tutti i dialoghi del film e così ho pensato a “La bellezza non è tutto, è l’unica cosa”. Abbiamo fatto un film su di una “iper-realtà” in cui tutto è glamour, glorioso, bello e volgare. In questa realtà tutto è terrore e bellezza, sesso e violenza, è primordiale. L’obiettivo istintivo del film è quello di penetrare la mente di chi guarda e lasciargli assorbire qualsiasi cosa riesca ad acquisire. Questa è l’essenza della creatività per me. Credo che ci sia qualcosa di veramente terrificante nel pensare che il mondo possa essere dominato solo dalla bellezza ma la realtà è che se ti guardi intorno è un’ossessione che sta crescendo anche se cerchiamo di razionalizzarla e di politicizzarla. Quando ho parlato con Elle le ho detto “facciamo un film sull’ossessione della bellezza” che poi è dovunque, in TV, sui giornali, nei film, sui social network ed è soprattutto ciò di cui voi giornalisti scrivete ogni giorno. Cosa succederà quando la longevità non esisterà più? come definiamo la bellezza quando tutto attorno a noi sembra diventare sempre più giovane? . Io ho due figlie e volevo analizzare questa situazione terrificante e piuttosto universale sia per un uomo di quarantacinque anni come me sia per delle giovani di sedici anni . Abbiamo voluto dare al film un approccio da fiaba perché è un film horror per teenager e deve parlare il linguaggio della controcultura.

Dato che questo è un film al femminile, vorrei chiederle di approfondire il suo modo di ritrarre gli uomini nel film. In particolare, mi spiega la scena in cui Keanu Reeves infila un coltello in gola a Elle Fanning? Era un sogno?

Elle Fanning: Oh sì, prima di tutto, avere nel film Keanu che infila un coltello in gola a qualcuno già è eccitante per me [ride] e Keanu è il migliore, è il Re ed è stato un onore poter lavorare con lui. Quando ho parlato con Elle la prima volta degli uomini nel film, le ho detto che la mia idea era che tutti loro dovessero essere come le amiche nei film in cui i protagonisti sono gli uomini poiché tutte le donne e il loro intorno sono al centro del film, sono il film. Gli uomini rappresentano un certo approccio alla paura, al controllo ed essenzialmente sono tutti dominati dai personaggi femminili perché sono le donne che gli permettono di essere predatori, di avere il controllo o di essere i fidanzati dal grande cuore e dalla irreprensibile moralità. Non ero particolarmente interessato al mondo degli uomini, volevo concentrarmi sul mondo delle donne e per crearci una storia intorno avevamo bisogno di alcune “amiche” da inserire in certi momenti.

Elle come tu stessa hai detto, sei nel mondo del cinema da quando avevi due anni. C’è una correlazione tra il personaggio che interpreti e quello che può succedere alle giovani attrici di Hollywood? Come eviti di non essere risucchiata e poi sputata via dall’industria cinematografica? 

Elle Fanning: Sono andata ad un liceo normale, mi diplomo quest’anno, vivo ancora con i miei genitori e credo che la mia famiglia abbia avuto un ruolo importante in questo mio equilibrio. Quando ero piccola, consideravo il recitare nei film come un’attività extrascolastica simile a quello che i miei compagni facevano con gli allenamenti di calcio o la ginnastica.  Quando sono sul set sono molto concentrata sul film e  sul mio personaggio.  Quando sono a casa però, stacco totalmente quella parte di me e separo i due mondi. E’ troppo intenso e rischioso vivere sempre in quel mondo, 24 ore su 24, devi ogni tanto fare cose normali come andare a buttare la spazzatura.

Nicolas, ci può raccontare la genesi del personaggio interpretato da Jena Malone, Ruby?

Nicolas Winding Refn: Originalmente l’idea del film era seguire solo i personaggi di Jesse e Ruby, poi ho deciso di dividere Ruby in 3 personaggi e lasciare Jesse da sola. Quando abbiamo iniziato a girare mi sono reso conto di essere nuovamente più interessato al personaggio di Ruby così i tre altri personaggi sono tornati a rappresentare le stesse facce di uno solo. L’intero processo che ha portato alla creazione di Ruby ha molto a che fare con Jena Malone. E’ venuta al casting ed è stata da subito così perfetta nella parte e con Elle che le ho offerto istantaneamente di fare il film.

Il suo personaggio e la sua evoluzione sono stati per molto tempo un punto interrogativo per me. L’unica scena che non ho portato girare in ordine cronologico è stata quella dell’obitorio. Volevo girare in un vero obitorio di Los Angeles così c’erano cadaveri attorno a noi per aiutarci a creare l’atmosfera. Per ovvi motivi, non potevamo girare per molto tempo, e quindi ho incominciato a dare istruzioni a Jena per la scena di necrofilia. Il mondo in cui abbiamo sviluppato questa scena e lavorato insieme mi ha permesso di inquadrare il personaggio di Ruby.

C’è una sorta di concorrenza nazionale tra lei ed il suo collega Lars Von Trier, sopratutto nel modo in cui riuscite a persuadere i vostri attori a interpretare scene perverse?

Nicolas Winding Refn: Lars è Lars, si è fatto di molte droghe. L’ultima volta che l’ho visto, ha cercato di far capire a mia moglie che voleva far sesso con lei quindi gli ho detto di andare a farsi fottere.