Per la seconda volta nella sua lunga carriera il quasi ottantenne Ken Loach ha ricevuto la Palma d’oro al Festival di Cannes 2016 grazie al suo I, Daniel Blake. La prima volta era avvenuta dieci anni fa, nel 2006, quando il suo film Il vento che accarezza l’erba si era aggiudicato il primo premio.

La giuria presieduta da George Miller, e di cui facevano parte, tra gli altri, Valeria Golino, Kirsten Dunst, Mads Mikkelsen, Vanessa Paradis e Donald Sutherland, ha dunque optato per la celebrazione di un maestro del cinema, in quello che sembra un premio alla carriera.

Il film del britannico Ken Loach è incentrato su un uomo comune, come spesso accade nel suo cinema socialmente impegnato: un carpentiere di mezz’età che all’improvviso si trova a dover lottare contro lo stato dopo un infortunio, e che nella sua lotta trova la solidarietà di tante persone del proletariato.

Al secondo posto, ovvero il Grand Prix, troviamo uno dei beniamini della critica, Xavier Dolan con il suo Juste la fin du monde (It’s Only the End of the World): per quanto non molto applaudito in sala stampa il suo melodramma da camera con un cast d’eccezione formato da Marion Cotillard, Gaspard Ulliel, Vincent Cassel e Léa Seydoux è stato apprezzato dalla giuria. Il suo precedente lavoro Mommy, presentato l’anno scorso sempre a Cannes, era stato invece insignito del Prix du Jury, praticamente il terzo posto.

L’ultimo gradino del podio è stato invece occupato dalla britannica Andrea Arnold e al suo American Honey, un road movie ambientato negli Stati Uniti in compagnia di un gruppo di ragazzi che tentano di vendere dei giornali porta a porta. Per la Arnod è il terzo premio di questo tipo dopo Red Road e Fish Tank.

Il premio per la miglior regia – Il prix de la mise en scène – è andato invece in ex aequo tra il francese Olivier Assayas, che ha diretto Kristen Stewart nel suo fantasmatico Personal Shopper (molto fischiato) e al romeno Cristian Mungiu per Baccalaureat, cupo ritratto di un dottore che cerca di aiutare sua figlia a superare un esame.

Ben due premi per The Salesman dell’iraniano Ashar Farhadi, che ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura e ha visto trionfare Shahab Hosseini quale migliore attore: il suo è una sorta di thriller morale in cui si cerca di determinare la responsabilità di un’aggressione a una donna.

Infine il premio alla migliore attrice è andato a Jaclyn Rose per Ma’ Rosa, l’ultima pellicola del filippino Brillante Mendoza: a metà tra il documentario e la finzione si racconta la storia di Rosa, una donna che nella periferia di Manila tenta di sopravvivere grazie al suo negozietto, almeno finché non viene arrestata pere spaccio di stupefacenti.

Questo il riassunto dei premi:

  • Palma d’oro – I, Daniel Blake di Ken Loach
  • Grand Prix – It’s Only the End of the World di Xavier Dolan
  • Miglior regia - Cristian Mungiu per Baccalaureat & Olivier Assayas per Personal Shopper
  • Miglior sceneggiatura – Asghar Farhadi per The Salesman
  • Miglior attrice – Jaclyn Jose per Ma’ Rosa
  • Miglior attore – Shahab Hosseini per The Salesman
  • Prix du Jury – American Honey by Andrea Arnold