Gliel’avranno chiesto così in tanti a Carlo Giuseppe Gabardini se il suo personaggio di Olmo sarebbe tornato nella nuova stagione di Camera Cafè, che alla fine l’attore e autore è stato costretto a pubblicare un post su Facebook, proprio per fare un po’ di chiarezza in merito. E secondo la versione di Gabardini, pare che qualcosa di storto ci sia stato eccome. E già, perché il personaggio di Olmo – interpretato da Gabardini nel corso delle prime cinque stagioni della sti com Mediaset – non ci sarà, così come Gabardini non figurerà neppure in veste di autore.

E così, in un lungo post pubblicato sulla sua pagina Facebook, l’attore/autore ha dato la sua versione dei fatti e ha spiegato perché non avrà nulla a che fare con la nuova serie di Camera Cafè, sit com Mediaset di successo che tornerà in onda a partire dal prossimo 4 settembre ma questa volta sarà trasmessa su Rai 2.

Questi i passaggi cruciali del post pubblicato da Gabardini, che potrà essere letto integralmente al termine dell’articolo:

No, non ci sarò nella nuova stagione di#cameracafé; lo dico perché mi viene chiesto a destra e a manca, e ne sento in giro di buffe e di crude. Non ci sarò né come autore, né come attore; persone a me vicine sono felici di non dovermi più vedere con le camicie hawaiane di Olmo Ghesizzi, a me invece temo mancheranno un poco. La storia è lunga e complessa e non può essere esaustivamente trattata in un post, vi dico giusto come sto”.

“A dirla tutta, giuro che non l’ho mica capito perché non ci sarò, non so dire con precisione se non mi hanno voluto o se io intimamente e inconsciamente non volessi farlo. Alla prima chiamata mi han chiesto se ero interessato a interpretare Olmo o se ormai… -Ormai, cosa? -Niente, visto che sei su radio24, scrivi sui giornali, hai fatto comingout, hai pubblicato un libro, ti occupi di diritti, insomma, forse ormai hai preso un’altra strada… -No, no, sono interessatissimo, non faccio il gay di professione, continuo a fare l’attore e soprattutto l’autore, altrimenti non saprei come pagarmi l’affitto. E sono più interessato a scrivere cameracafé, come ho sempre fatto, e poi se noi autori decideremo che Olmo non serve, Olmo non ci sarà; come abbiamo sempre fatto”.

Un mese dopo c’è stata una riunione ridicola fra tutti noi autori storici e la produzione, in cui è stato chiaro dal primo istante che uno di noi si fosse già accordato, lasciando a tutti gli altri ben poco spazio di manovra dovendosi azzuffare per le briciole. Routine. Dolorosa. Ma niente di nuovo o particolarmente originale“.

“La produzione mi offre una cifra così bassa che lei stessa definisce inaccettabile e mi chiede di fare una controproposta; propongo lo stesso cachet di sei anni fa, riparametrandolo al numero minore di episodi di questa stagione, e ne esce un ammontare pari circa al doppio della loro offerta iniziale. Dopodiché, non mi è arrivata nessuna proposta di nessun tipo. Dopo due settimane di silenzio, ho chiamato io, e dopo altri 5 giorni di attesa la produzione mi ripropone la stessa identica cifra di partenza, dando un nuovo senso al concetto di “trattativa”. Non vedendo margine ma, per i succitati motivi, standomi a cuore questo programma e la collaborazione coi miei colleghi autori, dico che accetto la loro “inaccettabile” proposta iniziale, non un euro in più, garantendomi solo dei giorni liberi a settimana per poter svolgere altri lavori. Silenzio imbarazzato. Mi dicono che mi faranno sapere senz’altro in settimana. Non chiama nessuno, ma vengo a sapere che la mia assenza viene motivata col solito mantra: “Gabardini ha chiesto una cifra esorbitante e non trattabile.” Soffro. Mi girano i coglioni. Alcune notti, piango. Scrivo una mail a tutti gli autori, al regista e alla produzione, in cui racconto la mia trattativa e dico molto chiaramente di aver accettato la cifra ridicola di partenza, quindi se c’è volontà di farlo tutti assieme, c’è anche la possibilità. Alcuni rispondono che non sapevano, altri non sanno bene che dire e sono buffi nel loro dimenarsi in cerca di specchi arrampicabili con meno stridore di vetri graffiati. La produzione mi scrive che mi chiamerà l’indomani. Era il 14 febbraio. Non ho più sentito nessuno”.