Siamo abituati a dire che a Hollywood, e in generale nel cinema americano, la mancanza di originalità regna sovrana: il caso di Cabin Fever a tutti gli effetti potrebbe dare man forte ai sostenitori di questa tesi.

Pellicola d’esordio di Eli Roth, il primo originale titolo si fece notare nel 2002 come un interessante incrocio horror tra il sottogenere del villino isolato nel bosco e quello del virus letale, con in più un bel tocco di cinismo e pennellate surreali.

Non si può dire che il primo Cabin Fever sia diventato un cult, ma di sicuro la prima prova da regista di Roth ebbe un discreto successo, tanto che nel 2009 venne affidata la regia del secondo capitolo a Ti West, nome noto a tutti gli appassionati; questi tuttavia ebbe degli screzi con la produzione e ha disconosciuto l’opera finale. Ancora meno fortunato il terzo capitolo che funge anche da prequel, Cabin Fever: Patient Zero, che uscito proprio quest’anno ha spiegato le origini del virus.

Forse spinto dal clamore mediatico causato da Ebola, Eli Roh ha annunciato nelle ultime ore che le riprese di un remake del suo film hanno appena preso il via a Portland. Il rifacimento della pellicola è stato affidato alla regia di Travis Zariwny, di certo non un nome di punta nell’ambiente. Interpreti del film saranno Gage Golightly (visto nel serial Teen Wolf), Dustin Ingram (Paranormal Activity 3), Samuel Davis (Dal tramonto all’alba), Matthew Daddario (Delivery Man) e Nadine Crocker (Deadgirl).

Roth, che sicuramente rimpinguerà le casse con questa mossa, si è detto molto eccitato per la produzione del film, che tra l’altro è basato sulla stessa sceneggiatura dell’originale (priva di rimaneggiamenti, insomma): “Travis ha una visione stupefacente del mio script originale, a come fan dei film dell’orrore voglio vederla. Per me questo remake è quasi come una re-interpretazione di una pièce teatrale e non vedo l’ora di sapere quali idee Travis e il suo cast sapranno apportare.

Per concludere, e continuando a parlare di remake, si attende ancora di sapere la data di uscita italiana di The Green Inferno, la riproposizione moderna a opera di Eli Roth del terrificante, discusso e tutto nostrano Cannibal Holocaust di Ruggero Deodato.

Foto: ufficio stampa