Il celebre cartone giapponese spegne quaranta candeline. Nato nel 1975, arrivò in Italia cinque anni dopo, portando un tocco di rosa nella programmazione pomeridiana dedicata ai bambini, esageratamente affollata di robot, mostri e lottatori di wrestling. Con l’occasione del compleanno la dolce eroina lentigginosa torna anche in libreria con un volume illustrato chiamato “Candy Candy – Amori e battaglie”, edito da Ultra (Collana Shibuya). L’infinita diatriba legale sui diritti degli episodi rende invece difficile reperire la versione home video della soap-opera animata.

Non tutti sanno che il cartone animato trasmesso negli anni ottanta su reti Mediaset e private,
nasce comunque come fumetto “manga”, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Kyoko Mizuki. La trama di Candy Candy parte con la ragazzina che cresce in un orfanotrofio (“Casa di Pony”) fino a diventare una crocerossina missionaria. Nel mezzo c’è poi la tormentata storia sentimentale con l’impetuoso Terence.

Altrettanto tormentata è la storia dei diritti relativi al manga e alla serie animata, già citata in apertura. La disegnatrice delle tavole originali e i produttori nipponici del cartone animato sono incastrati da anni in guerra legale sulla paternità di Candy & co. I DVD con i lungometraggi animati che circolano attualmente nel nostro paese sono composti da un taglia e cuci delle 115 puntate trasmesse ai tempi, che tenta di aggirare la questione copyright.

Semplicemente indimenticabile, invece, la vecchia sigla nostrana del cartone animato, cantata dai Rocking Horse. Il leggiadro testo di Lucio Macchiarella (lo stesso di Dottor Slump, Conan e Forza Sugar) sembrava effettivamente cucito sulla protagonista. La musica di Bruno Tibaldi e Mike Fraiser, con arrangiamento di Douglas Meakin, fecero il resto e negli anni ottanta il brano raggiunse la terza posizione dei singoli, con oltre cinquecentomila copie vendute. Esiste anche una seconda versione della sigla iniziale cantata da Cristina D’Avena (Dolce Candy), considerata molto meno “leggendaria” dagli stessi fan.