A un mese dall’uscita nelle sale dell’ultimo capitolo della saga di “X-Men”, il regista americano Bryan Singer (foto by InfoPhoto) deve fronteggiare la più infamante delle accuse: quella di aver utilizzato il suo ruolo e il suo potere nell’industria cinematografica per abusare sessualmente di Michael Egan, un giovane attore che all’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto 15 anni. La denuncia è stata presentata dallo stesso Egan presso il tribunale delle Hawaii, che non prevede prescrizione per i reati di natura sessuale; in essa, l’uomo, ora 31enne, attribuisce a Singer i “catastrofici danni psicologici ed emotivi” causati dalle molestie e chiede un risarcimento di 300mila dollari.

Secondo quanto sostengono i legali di Michael Egan, questi si sarebbe trasferito a Los Angeles in giovane età con la sua famiglia per cercare fortuna nel mondo di Hollywood. Qui avrebbe conosciuto Marc Collins-Rector (imprenditore rampante tristemente celebre nel mondo del web per il clamoroso fallimento di Digital Entertainment Network e, in seguito, per aver circuito e molestato almeno cinque bambini), che a sua volta lo avrebbe coinvolto nel suo giro di “cene eleganti”, come si direbbe da queste parti. Fu proprio durante uno di questi party che Egan avrebbe conosciuto Bryan Singer. Qui la ricostruzione scende  in dettagli decisamente scabrosi: a noi basti sapere che questi includono un cocktail alcolico, un uomo adulto e un ragazzino completamente nudi in piscina, una promessa d’ingaggio nel primo “X-Men”, un rifiuto e infine uno stupro. E non è finita qui, perché gli incontri sarebbero proseguiti anche in seguito, con tanto di somministrazione di cocaina, Xanax e Roipnol.

Non si è fatta attendere la replica dei legali di Singer:

Le accuse sono completamente infondate, assurde e diffamatorie e siamo assolutamente convinti che Bryan ne uscirà completamente pulito. E’ chiaro che si tratta di un tentativo di guadagnare notorietà giusto prima dell’uscita del prossimo film