Bryan Adams come il Boss. Per una volta non stiamo parlando a livello musicale, nonostante i due propongano sonorità classic rock piuttosto simili, bensì di una questione di diritti civili. Dopo Bruce Springsteen, anche il cantautore canadese ha deciso di cancellare un suo concerto per protestare contro una legge anti-gay.

Negli Usa la storica sentenza della Corte Suprema ha stabilito che i matrimoni gay sono ormai consentiti in tutti gli stati. Ve ne sono però alcuni che attualmente stanno varando delle leggi che discriminano i diritti delle persone LGBT e alcuni artisti si stanno opponendo. Prima Bruce Springsteen, che aveva cancellato un suo concerto in North Carolina, a Greensboro, per protestare contro la legge che prevede misure discriminatorie nei confronti di gay, lesbiche, bisessuali e transgender nell’utilizzo di bagni pubblici, e ora Bryan Adams.

Il cantante di “(Everything I Do) I Do It For You”, “Heaven” e “The Only Thing That Looks Good On Me Is You” ha deciso di annullare la data prevista in Mississippi, come forma di protesta contro uno degli stati a favore di un’altra legge che discrimina le persone omosessuali e che in questo caso permette ad alcuni gruppi religiosi e aziende private di rifiutare il proprio servizio alle coppie gay.

Bryan Adams non ci sta e, attraverso la sua pagina ufficiale Facebook, ha spiegato le ragioni che l’hanno portato alla decisione di cancellare il concerto al Mississippi Coast Coliseum previsto per giovedì 14 aprile: “In Mississippi è passata una legge anti-LGBT che dice di tutelare la ‘libertà religiosa’. Trovo incomprensibile che i cittadini LGBT vengono discriminati nello stato del Mississippi”.

Bryan Adams ha quindi aggiunto: “Non posso in coscienza esibirmi in uno Stato in cui ad alcune persone vengono negati i loro diritti civili a causa del loro orientamento sessuale. Perciò annullo il mio spettacolo del 14 aprile al Mississippi Coast Coliseum. Uso la mia voce in solidarietà con tutti i miei amici LGBT e chiedo di abrogare questa legge estremamente discriminatoria”.