Con questo esordio del neoregista Cosimo Gomez il cinema di genere made in Italy ritrova la sua anima più vivace. Scenografo che ha lavorato in Baaria, La tigre e la neve, Il postino e tante serie tv approda al Lido di Venezia con un film esplosivo. Il Papero è un uomo senza gambe, ex-fenomeno da baraccone insieme al fratellino, poi adottato da gente ricca. Raccatta monetine davanti alla Chiesa di Dio Padre Misericordioso, parrocchia di Tor Tre Teste famosa per la sua architettura postmoderna. Siamo nella scalcinata Roma Est. La fortuna del nostro uomo dal riporto tenuto con lo sputo è senza braccia, fa sesso sfrenato e fantasioso con lui e ricambia il suo smisurato amore. È soprannominata Ballerina perché fa tutto con i piedi, ma non per modo di dire. Imbastiscono una rapina un po’ bislacca insieme a un nano rapper dalla lingua incontrollabile, Blissé, e a uno sballato di hashish e chissà cos’altro, con un altro soprannome eloquente, il Merda.

Andiamo bene, vi direte. No, andiamo parecchio meglio, perché da qui prende il via uno srotolamento di tradimenti, pistolettate, new-entry e battute da infinite citazioni adolescenziali che fanno pensare subito a Lo chiamavano Jeeg Robot. C’è la Roma scalcinata dei poveracci, il titolo cita anche il Brutti sporchi e cattivi di Ettore Scola ma come ha giustamente sottolineato lo stesso regista, il film parla di uguaglianza. Il circo freak nel quale c’immerge è molto chiaro. Anche i disabili possono rivelarsi figli di buona donna: mentono, rubano, uccidono se occore. Detta così sembrerebbe un insulto nell’insulto, ma la sceneggiatura firmata da Gomez e Luca Infascelli costruisce degli antieroi alla Quentin Tarantino piazzandoli in sedia a rotelle. Non si ride mai della menomazione, ma della situazione creata da questo manipolo di pazzi per il denaro. Linguaggio da borgatari, exploitation, pallottole, mafia cinese, un prete africano megalomane, una valigia con giusto qualche milione di euro sono girandola e occhio del ciclone di questa commedia in concorso alla sezione Orizzonti della Mostra del Cinema. A giudicare dalle prime reazioni entusiastiche potrebbe fare molto bene al botteghino quando incontrerà il grande pubblico, il 19 ottobre.

Recita coi piedi Sara Serraiocco. E lo fa davvero, in senso letterale. È strepitosa nella sua menomazione resa alla computer graphic, abilissima e soprattutto argutamente sensuale come la Barbara Bouchet di Milano Calibro 9 che si strusciava al compianto Gastone Moschin dal muso duro. Claudio Santamaria ci ha svelato finalmente quella inquietante pelata da set sfoggiata ai David di Donatello l’anno scorso. Il suo rapinatore improvvisato è trash da morire. Chissà se sarebbe piaciuto a Tomas Milian e Bombolo. Magari da lassù si saranno sganasciati pure loro.

Tutte queste citazioni perché lo stile prende in parola molti insegnamenti di Tarantino. Si rimescolano generi sopiti da trent’anni. Il commissario strabico e spaccone lo fa un Giorgio Colangeli come al solito sul pezzo, mentre il fattone babbeo in tenuta rasta è di un quasi irriconoscibile Marco D’Amore. Probabilmente sarà stato quello più divertito dal suo personaggio. Oltre a ridere a crepapelle per le tante battute in romanaccio si pensa inevitabilmente a certa stilosità europea di Alex de la Iglesia quanto alla crudezza di Umberto Lenzi e alle frivolezze di Nando Cicero, indimenticabili esponenti di poliziottesco e commedia erotica. Tutte eredità che Gomez non copia ma interiorizza restituendo un pastiche che non dà tregua allo spettatore in quanto a curiosità sempre tesa e visione leggera di un mondo di poveracci. Non più d’hadicappati, ma antieroi e criminali dai più bizzarri vezzi. Il politicamente corretto con Brutti e Cattivi va a farsi friggere, diventa talmente scorretto che i freak spariscono, lasciando spazio a ciò che fa palpitare il cinema.

Dopo una via crucis della peggio Italietta raccontata a cuor pesante da tanti film italo-veneziani, finalmente uno che almeno ride di sé facendo satira sociale e comicità grottesca. Gomez espande i colori di scena quanto quelli dei suoi personaggi per un film ferocemente bello e irriverente. Dentro e fuori. Intanto si è già aggiudicato una menzione speciale del Premio Unimed Mediterranean Universities Union, da una giuria internazionale di studenti. Piccolo indizio per il box office che verrà? Per gli altri premi in ballo incrociamo le dita per Gomez e la sua ciurmaglia guidata da Santamaria.