Il 27 maggio del 1944, con la Seconda Guerra Mondiale che ancora dilagava in tutto il paese anche se la eco bellica stava per tramontare, a L’Aquila nasceva Bruno Paolo Vespa, uno degli uomini più importanti nel panorama italiano del giornalismo. Conduttore televisivo, scrittore, già direttore del TG1, è l’ideatore e conduttore del programma televisivo Porta a Porta, che ormai va in onda ininterrottamente dal 1996. Sposato con il magistrato Augusta Iannini, capo dell’ufficio legislativo del Ministero della Giustizia e nominata membro dell’Autorità Garante della Privacy, Bruno Vespa esordì giovanissimo come collaboratore esterno per la stampa locale abruzzese: a sedici anni, infatti, scriveva di Sport per Il Tempo. Nel 1962, a 18, divenne cronista radiofonico alla Rai per conseguire poi, nel 1968, la laurea in giurisprudenza.

Da lì ebbe inizio una carriera all’interno della televisione di Stato che, di fatto, non si è mai interrotta: nel 1976 divenne inviato speciale raggiungendo traguardi insperati. Intervistò Giovanni Paolo II quando ancora non aveva varcato il soglio pontificio di Roma ma eseguiva le sue funzioni a Cracovia e fu anche l’unico giornalista italiano che, nel periodo di crisi tra l’Onu e l’Iraq, intervistò Saddam Hussein. Di lui si è detto molto, forse troppo: dalla sua compiacenza a Silvio Berlusconi al considerare la Democrazia Cristiana un punto di riferimento, quasi un editore. Nel 2005, addirittura, i giornali scrissero che Bruno Vespa sarebbe figlio naturale di Benito Mussolini; tesi sostenuta in modo scherzoso anche da Alessandra Mussolini, anche se Vespa ha sempre smentito.