Dieci giorni di reclusione per Bruno Vespa, sostituiti con una pena pecuniaria di 2500 euro. Questa la condanna per il conduttore, accusato di abusivismo edilizio e violazione dei vincoli paesaggistici per lavori svolti nella sua villa di Ponza, con affaccio sulle Piscine naturali. Nel giugno 2013 il giudice per l’udienza preliminare Mara Mattioli aveva firmato il provvedimento di sequestro di una parte della villa, condannando il giornalista Rai al pagamento di un’ammenda di 14 mila euro.

In questi giorni è invece arrivata la decisione definitiva: Vespa ha già sanato l’abuso ed è stato avviato il dissequestro dei locali. Il conduttore di “Porta a Porta” ha voluto fare chiarezza sulla vicenda, spiegando le sue ragioni:

“Si tratta di una contravvenzione edilizia per una difformità riscontrata in un cunicolo di aerazione esterno alla casa e già da due anni completamente risanata. Ho preferito patteggiare una sanzione pecuniaria nella fase delle indagini piuttosto che affidarmi alla tenuità del fatto nella fase dibattimentale. Avrei protratto ancora nel tempo una grottesca vicenda che fin dall’inizio voleva trasformare mediaticamente la mia abitazione in una struttura abusiva”.

Un caso del genere, ovviamente, non poteva non attirare critiche a valanga su Twitter, ma l’anchorman ha saputo rispondere in maniera diretta, sottolineando quanto la vicenda che si è trovato ad affrontare sia veramente poco grave:

“Una contravvenzione per aver ampliato un cunicolo di aerazione,rimesso poi a posto,all’interno della montagna…”.