67 anni e non sentirli. Bruce Springsteen ha ancora una volta dimostrato di essere il Boss, una vera e propria icona del rock, tra le ultime rimaste in circolazione.

D’altro canto è impossibile uscire indifferenti dall’esaltante esperienza del mastodontico concerto che si è tenuto ieri a San Siro, durante il quale il musicista ha “tenuto in ostaggio” gli oltre 60mila spettatori per quasi quattro ore (d’altro canto lo stadio era stato prenotato fino a mezzanotte e mezza).

Il pubblico in realtà è andato in delirio, a conferma che il rapporto tra Springsteen e San Siro è dei migliori: si trattava della sesta volta, e nonostante ciò la E Street Band (Stevie Van Zandt, Max Weinberg, Jake Clemons, Roy Bittan Patti Scialfa, Garry Tallent, Soozie Tyrell, Charlie Giordano e Nils Lofgren) a supporto dell’ugola del cantore della working class americana ha mostrato la stessa energia dei debuttanti.

Una buona fetta delle 35 canzoni dello show era tratta da The River, storico album doppio del 1980 che dà il nome al tour, ma tra i numerosi grandi classici e improvvisazioni sul momento è da sempre difficile sapere come si evolverà la scaletta dell’artista del New Jersey, che anche in questo caso è stata una sorpresa.

Our Love Is Real, Born In The U.S.A., Born To Run, Drive All Night, Thunder Road, Land of Hope and Dreams, The ties that blind, Sherry darling,Spirit in the Night, Jackson Cage, Hungry Heart, Out in the Street, Crush on you  Two Hearts: questi alcuni dei brani eseguiti durante l’esibizione, ma non sono mancate anche cover come Because the Night di Patti Smith e Purple Rain del compianto Prince.

I fan del Boss presenti a Milano potranno replicare l’esperienza il 5 luglio, per quanto è probabile che si tratterà di uno show del tutto nuovo, mentre il 16 luglio sarà il turno della capitale, che ospiterà Bruce Springsteen nella cornice del Circo Massimo all’interno del Postepay Rock in Roma.lugl