Erano in 20mila ieri in Piazza del Plebiscito a Napoli, sotto il palco di Bruce Springsteen. L’artista in italiano ha detto: “E’ bello essere al Sud Italia io sono del Sud Italia, è bello essere a casa”.

E proprio in onore del paese d’origine e a suo nonno Antonio canta “O sole mio” e poi i suoi maggiori successi. A metà live arriva la pioggia e il Boss canta la cover dei Creedence Clearwater Revival “Who’ll stop the rain”.

Quasi si commuove quando raccoglie tra il pubblico la gigantografia di una foto raffigurante il vecchio Gran caffé Zerilli di Vico Equense, in costiera sorrentina, appartenuto alla sua famiglia. “It’s my resturant”, è il mio ristorante, dice emozionato e poi in napoletano annuncia: “vulesse dedicà sta canzone agli amici di Vico Equense, la mia città” introducendo “My hometown”.

Alle 23, dopo due ore e mezza di concerto, arrivano “Born to Run”, “Dancing in the Dark” e “Born in the Usa”. Il bis è ancora all’insegna delle cover: prima “Twist and Shout” e poi “La bamba”.

Poi resta solo sul palco, ”ancora una per la mia Napoli” dice. E intona una versione unplugged di “Thunder Road”, la stessa con cui chiuse, sempre a Napoli, il live del 1997 al teatro Augusteo (foto by InfoPhoto).

I prossimi appuntamenti saranno a Padova il 31 maggio, Milano il 3 giugno e Roma l’11 luglio all’interno di Rock in Roma.

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