Non è la prima volta che Brad Pitt viene scelto per interpretare un ruolo importante all’interno di film che abbiano a che fare con il Nazismo, l’Olocausto, la caccia agli ebrei da sterminare e la Germania del Terzo Reich.

È successo già in Bastardi senza gloria, pellicola magistralmente diretta da Quentin Tarantino. Ma se il taglio di Inglorious Bastards è ironico al punto giusto, in virtù della volontà di Tarantino di declinare l’argomento in maniera quasi sdrammatizzante, questa volta la faccenda sembra essere molto più seria.

Non più eserciti indipendenti che collezionano scalpi di soldati nazisti. Non più Hitler che esplode con i suoi uomini più fidati in un cinematografo francese durante la premiere di un film dedicato al suo impero.

Qui si parla di storia, o meglio, di letteratura storica.

Qualcuno avrà letto nei libri di Edwin Black che per lo sterminio di massa degli ebrei avvenuto nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda guerra mondiale vennero applicate sofisticate tecniche informatiche create dall’IBM.

Qualcuno ci crede e vuole farci un film. Così, Brad Pitt, reduce dal successo ottenuto con L’arte di vincere – Moneyball, pellicola dedicata al gioco del baseball, ha accettato l’invito, pensando addirittura di sviluppare da sé (o produrre) una pellicola basata su IBM and the Holocaust, libro del 2001 che ha consentito al suo autore (il già citato Edward Black) di scalare tutte le classifiche di vendita diventando in breve tempo un best-seller. Il film, come il libro, esaminerà l’importanza dell’informatica per il Terzo Reich nell’identificare e sterminare tutti gli ebrei d’Europa.