Il successo che ha decretato la messa in cantiere di Braccialetti rossi 3 si misura su un dato molto semplice ma efficace: il format originale spagnolo, su cui si è basata la versione italiana, si è infatti fermato alla seconda stagione.

Quindi quelle che vedremo nei nuovi episodi – otto e non sei come previsto – che andranno in onda a partire da domenica 16 agosto saranno storie del tutto nuove, intrecci inediti e personaggi mai comparsi prima.

Strano a dirsi, per una fiction che racconta la malattia e che è stata descritta dai suoi interpreti e autori come un serie “di guerra”, intendendo in questo caso che il nemico da affrontare per i giovani protagonisti altro non è che la malattia che ne abita il corpo.

A presentare alla stampa la terza stagione di Braccialetti rossi c’è Tinny Andreatta, responsabile di Rai Fiction, il quale ha parlato con estrema soddisfazione di “un nuovo modo di fare servizio pubblico, portato avanti con un linguaggio potente che parla di paura, di morte, di dolore”: di certo un esperimento ardito, dopo decine e decine di fiction agiografiche, pedagogiche o più spostate sul versante crime.

Il produttore Piero Degli Esposti ha assicurato i giornalisti che vi è in cantiere una quarta serie, già in fase di sceneggiatura: una prospettiva scontata, a tutti gli effetti, vista la grande partecipazione di una community web dedicata che conta un milione di iscritti, e una media di share del 24% conquistata dalla seconda stagione, con un apprezzatissimo calo dell’età media degli spettatori di 9 anni.

Sandro Petraglia, sceneggiatore, presenta i nuovi personaggi, che andranno ad affiancarsi a quelli già noti, destinati a crescere e a vivere storie più adulte: incontreremo infatti Bella (Silvia Mazzieri), la ragazza di Vale, e Bobo (Niccolò Bertonelli), giovane che soffre di cardiopatia e accompagnato da una madre che non ha compreso la sua malattia (interpretata da Francesca Chillemi).

I fan saranno contenti di sapere che ritornerà anche la storia d’amore tra e Leo (Carmine Buschini) e Cris (Aurora Ruffino), che erano fuggiti su un’isola deserta per dimenticare la malattia, con il primo che ancora una volta sarà in pericolo di vita.