73 anni fa, il 24 maggio del 1941, nella città portuale di Duluth, in Minnesota, da una famiglia ebraica di discendenza turca e lituana nasceva Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan (foto by InfoPhoto), ovvero una delle più influenti personalità musicali del Novecento. Esploso negli anni Sessanta come voce e simbolo della protesta giovanile americana, Dylan è stato l’autore di alcuni tra i brani più celebri della musica leggera – da Blowin’ in the Wind a Mr. Tambourine, da Like a Rolling Stone a Hurricane, passando per All along the Watchtower a Knockin’ on Heaven’s Door, con il suo inconfondibile timbro, chitarra e armonica, e soprattutto i suoi testi complessi e poetici.

Nel corso degli anni Bob Dylan è diventato un artista poliedrico, il cui contributo ha finito per essere riconosciuto ai massimi livelli anche in ambiti non strettamente legati alla musica, come dimostrano l’assegnazione del premio Pulitzer alla carriera nel 2008 (“per il suo profondo impatto sulla cultura americana attraverso composizioni dallo straordinario potere poetico”), primo musicista rock a riuscirci; le plurime candidature al Nobel per la Letteratura; nonché, da ultimo, l’esposizione di alcuni suoi dipinti presso la galleria newyorkese The Ross Art Group (l’anno scorso la sua mostra “The New Orleans Series” fu ospitata da Palazzo Reale a Milano).

Notevole il suo rapporto con il cinema: è’ stato attore per Sam Peckinpah (Pat Garrett e Billy the Kid, 1973), le sue canzoni compaiono in almeno 200 pellicole e a lui sono stati dedicati numerosi documentari (due di questi a firma Martin Scorsese) e il bellissimo “Io non sono qui” di Todd Haynes. Ma Dylan non ha mai abbandonato il suo campo privilegiato, quello musicale, e solo pochi giorni fa sul suo sito ufficiale è apparso un nuovo singolo, una cover di Full Moon and Empty Arms, canzone resa celebre da Frank Sinatra. Il suo ultimo disco, Tempest, è datato 2012.