Tra Blur e Oasis è davvero pace? Proprio mentre questa settimana è appena uscito “The Magic Whip”, il disco dell’atteso ritorno sulle scene della band di Damon Albarn, nonché il loro primo lavoro insieme a 12 anni di distanza dal precedente “Think Tank”, arrivano parole di distensione nei confronti dei loro rivali storici negli anni ’90, ai tempi in cui andava forte il Britpop.

Se un paio di decadi fa Blur e Oasis avevano dato vita a una clamorosa battaglia tra band per la supremazia sul campo musicale britannico, adesso le cose sembrano cambiate parecchio. Mentre i Blur hanno pubblicato giusto quest’oggi il loro nuovo album “The Magic Whip” e gli Oasis stanno preparando forse una reunion per il 2016, da Damon Albarn arrivano parole di distensione nei confronti degli ormai ex nemici.

Durante un’intervista concessa per la presentazione del nuovo disco dei Blur, il cantante della band Damon Albarn ha aperto alla possibilità di fare un concerto insieme agli Oasis: “Sembra un’idea sciocca, ma non sarei io a dire no. Sarebbe divertente: una sera apriamo noi e una sera loro. Però non canterei i loro pezzi… quello mi sembra troppo”.

Il chitarrista Graham Coxon, tornato a incidere un album insieme ai Blur a 16 anni di distanza dal loro ultimo lavoro a formazione completa 13, ha parlato del periodo d’oro del Britpop negli anni ’90: “Per gli inglesi l’eredità degli anni Novanta è il film Austin Powers. Tutte le band, compresa la nostra, erano ossessionate dagli anni Sessanta. Negli Usa invece la musica era vista come arte e c’era un senso di cameratismo fra i gruppi rock.”

Riguardo al nuovo disco dei Blur “The Magic Whip”, Graham Coxon ha poi dichiarato: “È esotico e colorato, ma sotto un po’ di strati senti la frusta del controllo. E il fatto che i nostri telefoni possano essere monitorati dice che anche noi abbiamo distrutto l’ideale della libertà personale”.

Se Damon Albarn ormai si è riappacificato con gli Oasis, non spende invece parole molto positive nei confronti della scena musicale attuale: “Per esprimerti oggi ti basta un computer, fai musica senza confrontarti. Ecco perché non ci sono più band. Forse è tutto finito. Noi non abbiamo mai fatto nulla solo per i soldi. Adesso vedo gente, un esempio è Rita Ora, il cui interesse non è la musica ma la promozione di altri prodotti e marchi”.