Blackhat arriva a ben 6 anni dall’ultimo film di Michael Mann, quel Nemico pubblico sulla vita di John Dillinger che riuniva un cast d’eccezione formato da Johnny Depp, Christian Bale e Marion Cotillard.

Il film non aveva riscosso il successo sperato, forse anche a causa dell’ardita sperimentazione di Mann con il digitale, portato all’estremo delle proprie possibilità tecniche. Da sempre riconosciuto come uno dei maestri del cinema d’azione e del thriller (imprescindibile il suo Heat – La sfida, che per la prima volta riuniva su grande schermo Robert De Niro e Al Pacino), il regista è da tempo impegnato nella scoperta delle potenzialità formato digitale.

Blackhat è dunque figlio delle visioni notturne di Collateral, delle fughe impossibili di Miami Vice e della ricostruzione storica “immersiva” di Nemico pubblico. Strutturato intorno alla prestazione attoriale di Chris Hemsworth (ormai universalmente conosciuto come il Thor dei film Marvel), il film, come tutte le opere di Mann, ha richiesto una lunga preparazione tecnica da parte di tutto il cast per potersi meglio immedesimare nei personaggi della storia.

Già dal titolo del film si comprende quale sia l’argomento della pellicola: in gergo si definisce “blackhat” un hacker dagli intenti criminali, in ogni caso al di fuori della legge, che è in grado e si propone di infiltrarsi nei sistemi informatici di grandi aziende e o dei governi nazionali.

In seguito a un attacco informatico a una centrale nucleare cinese e un sabotaggio della borsa americana le autorità dei due Paesi decidono di rivolgersi a Nicholas Hathaway, un hacker rinchiuso in un carcere di massima sicurezza. In cambio della libertà provvisoria Hathaway dovrà aiutare le autorità a identificare e sgominare la rete cyber-criminale che si estende da Los Angeles a Hong Kong, passando per Giacarta e la Malesia. Ma il blackhat rivale ha un conto in sospeso con Nicholas e la partita rischia di diventare uno scontro molto personale.

Nel cast del film anche la Viola Davis di The Help e dal set di Lussuria e tradimento le star cinesi Tang Wei e Wang Leehom.

Mann descrive la serie di interrogativi che lo hanno spinto ad accettare la proposta della Universal Pictures di dirigere il film: “La prima rivelazione è stata quanto siamo labili e vulnerabili. La seconda è stata invece che chiunque, stando seduto sul proprio divano, con delle competenze informatiche sufficienti ed abbastanza abile col computer, può far accadere tutto ciò. Sia che viva nel Bronx, nel Lagos o Mumbai. Poi nella terza parte della ricerca, nonché quella centrale ci si è chiesti: ‘Chi è un hacker blackhat? Da cosa è motivato? Da che cosa è esaltato?’ Di solito si inizia con la percezione tipica di un sedicenne:’ Chi mi dice che non posso entrare in questo sito? Vogliamo scommettere?’ Così solitamente alla base del tutto c’è una sfida. E chi è Hathaway?