Un film politico, forse il più politico dei film Marvel mai visti finora. Black Panther è diverso da tutti i lungometraggi supereroistici che siamo stati abituati a vedere perché affronta temi importanti come lo sfruttamento dei neri, l’immigrazione, le disparità sociali ed etniche, le responsabilità degli afro-americani nei confronti delle popolazioni africane più povere. Lo fa in modo innovativo perché il registro è quello degli action supereroistici, ma i contenuti e il messaggio sono universali e potrebbero reggere anche se i protagonisti non avessero super poteri e fossero uomini normali.

Ryan Coogler si dimostra un regista (e scrittore) eccellente perché la materia è tutt’altro che facile e avrebbe messo in difficoltà registi ben più esperti e quotati. Invece il regista di Creed si muove alla grande e riesce a mantenere sempre un ritmo elevato pur affrontando temi di grande spessore.

La storia vede T’Challa/Black Panther (Chadwick Boseman) tornare in Wakanda e salire al trono come nuovo re dopo la morte del padre (ucciso durante l’attentato visto in Captain America: Civil War). La condizione di re del Wakanda è tutt’altro che semplice, la piccola nazione africana infatti è ricchissima di vibranio, un metallo potentissimo che fa gola a molti, soprattutto al mercenario Ulysses Klaue e a un suo alleato, Erik Killmonger. Klau in passato ha rubato grosse quantità del metallo e continua a costituire un grosso pericolo per il Wakanda e le sue tribù. T’Challa/Black Panther decide così di cercare Klaue e catturarlo per farlo processare in Wakanda, ma le cose si complicheranno molto e nella ricerca verranno fuori segreti mai confessati sul passato dei protagonisti.

Non sveliamo la trama, perché vi sono diversi colpi di scena che toglierebbero il piacere del film, ma possiamo dire che si tratta senza dubbio di una delle più complesse e articolate mai viste in un film Marvel. E complesso e molto ben articolato è il personaggio di T’Challa, un James Bond (nero) e un super eroe, ma al contempo, o forse soprattutto, un antieroe con dubbi e debolezze, un politico che sente il peso di governare un luogo ricco e tecnologico come il Wakanda mentre nel mondo i “fratelli neri” sono oppressi e vivono in condizioni di povertà e subalternità sociale.

Black Panther uscirà nei cinema il 14 febbraio e non possiamo che consigliare a tutti, appassionati e non di supererori, di andare a vedere questo film che speriamo non rimanga un caso isolato nel panorama dei lungometraggi prodotti da Marvel Studios.