Dopo mesi di attesa arriva finalmente in tutte le sale italiane la dark comedy prodotta, diretta e co-scritta da Alejandro González Iñárritu: Birdman – l’imprevedibile virtù dell’ignoranza.

La pellicola, vincitrice di numerosi riconoscimenti e candidata a nove premi Oscar, è approdata nei cinema italiano il 5 febbraio e racconta la storia di un attore, Riggan Thomson (Michael Keaton), con una carriera in declino: questo perché “vittima” del grande successo ricevuto in passato per aver vestito i panni di un supereroe mascherato con le sembianze di un uccello (Birdman, appunto) in una serie di cine-comic ormai dimenticata. Per cercare di tornare alla fama vent’anni dopo si rimette al lavoro con un spettacolo teatrale proprio a Broadway. Qualche giorno prima dell’attesissima prima, però, l’attore si trova a fare i conti con il suo ego – che lo pungola, lo distrae e lo allontana dalla realtà – e gli sforzi per salvare la sua vita, la sua carriera e la sua famiglia.

Attorno al mondo di Riggan ci sono una serie di personaggi interpretati da un cast a dir poco stellato e di altissimo livello: Edward Norton nei panni dello spavaldo attore di Broadway Mike Shiner, il produttore e amico di Riggan (Zach Galifianakis); Sam, la figlia appena uscita da un centro di recupero (Emma Stone) e ancora l’ex moglie (Amy Adams), Laura (Andrea Riseborough) attrice e fidanzata attuale e la collega Lesley (Naomi Watts), che vede in Brodway la sua occasione per farsi notare.

Una pellicola in piano sequenza

La pellicola è stata girata in soli trenta giorni interamente a New York con molte scene concentrate in un vero teatro di Brodway, il St. James, situato nel cuore di Time Square. Per realizzare la stessa sarebbe stato utilizzato un “finto” unico piano sequenza, uniti insieme alla fine per un effetto decisamente realistico: per questo motivo agli stessi attori sarebbe stata richiesta la massima concentrazione per realizzare una sola ripresa senza scene da ripetere, proprio come a teatro. Inutile dire, quindi, come l’ansia fosse alle stelle, specialmente per gli attori che non sono abituati a questo genere di riprese. Come Emma Stone e Zach Galifianakis, che in più occasioni hanno dichiarato come si sentissero agitati per la paura di sbagliare e dover ripetere la sequenza – talvolta anche lunga dieci minuti – sin dall’inizio. Lo stesso Iñárritu ha poi ricordato come con questa tecnica volesse regalare allo spettatore una sorta di realtà da cui non si può sfuggire, “perché viviamo le nostre vite senza la possibilità di fare un montaggio”.

Premi e nomination

La pellicola ha aperto con successo la 71esima Mostra del cinema di Venezia e a testimonianza dell’eccellenza di questa commedia parlano tutti i premi e le nomination ricevute nel corso del 2014 e 2015: tra questi i vari riconoscimenti ricevuti ai Critic’s Choice Award del 2014 che hanno premiato Michael Keaton come migliore attore protagonista e miglior attore in un film commedia, miglior cast, migliore sceneggiatura originale e ancora miglior fotografia (a Emmanuel Lubezki), miglior motaggio (Douglas Crise e Stephen Mirrione) e miglior colonna sonora a Antonio Sanchez. A questi si vanno ad aggiungere anche due Golden Globes come Migliore attore in un film commedia o musicale per Michael Keaton e Migliore sceneggiatura a Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris, Armando Bo. Come se non bastasse, la pellicola è tra le favorite anche ai Premi Oscar 2015, dove si è guadagnata ben nove nomination come Miglior Film, Migliore regia, Miglior attore protagonista (Michael Keaton), Migliore attore non protagonista (Edward Norton), Migliore attrice non protagonista (Emma Stone), Migliore sceneggiatura originale e ancora Migliore fotografia, Miglior sonoro e Miglior montaggio sonoro.