Si stenta a crederlo, ma la sceneggiatura di questo film è stata scritta da Fabio Bonifacci (che quest’anno ha già firmato il copione di due successi come Il principe abusivo e Amiche da morire) ben tre anni fa, quando ancora il Papa non si era dimesso, il Governo italiano non era completamente inesistente, e i “grillini” non sapevano ancora di avere la possibilità, forse, di rifondare la politica di questo paese.

Eppure Benvenuto Presidente è tremendamente attuale, e il regista Riccardo Milani, insieme alla produzione di Indigo Film e Rai Cinema  non poteva auspicare un momento migliore per portarlo sul grande schermo.

Claudio Bisio interpreta Giuseppe Garibaldi: il bibliotecario di un piccolo paese in montagna che vive un’esistenza semplice e onesta, senza alcuna pretesa, ma con la passione per la pesca e per la buona compagnia. Per un caso fortuito dettato dalla cattiva politica, Peppino diventa il Presidente della Repubblica, “l’unica istituzione italiana ancora credibile”. Strappato dalla vita tranquilla l’uomo si ritrova ad avere a che fare con una situazione più grande di lui che non ha neppure idea di cosa significhi  il protocollo, ma che conosce bene, invece, i giusti valori che porterà in Parlamento.

La commedia italiana, causa la crisi, abbandona ormai le situazioni da italiano medio vacanziero e natalizio, per abbracciare quella dell’indignato dalla società nella quale si muove, giusto espediente per trovare il consenso del pubblico. Il regista, però, tiene a precisare che il messaggio che trapela nel film non è assolutamente antipolitico, anzi “se c’è un messaggio è che la politica può anche essere bella”. Bisio, con la sua professionalità e spontaneità è un “uomo qualunque” perfettamente credibile.

Bravissima Kasia Smutniak che riesce a immergersi totalmente nel registro della commedia, cambiandolo all’evenienza, con naturalezza, serietà, passione e molta fisicità. Poco sfruttato, invece, da un punto di vista attoriale, è Beppe Fiorello, nei panni di uno dei politici corrotti, il suo personaggio è poco approfondito nonostante la forte caratterizzazione che poteva distinguerlo.

Quasi commoventi le scene nelle quali si vede un’Italia migliore, felice, finalmente libera dalle difficoltà economiche, sociali, dalla mafia e dalla corruzione. Troppo bello per essere vero. Per l’appunto.

Benvenuto Presidente è al cinema dal prossimo 21 marzo.