Da Dante alla Costituzione italiana. 12 milioni di italiani sono rimasti incollati alla tv ieri sera, nello speciale su Rai1, a guardare Roberto Benigni (foto by InfoPhoto) spiegare la nostra Costituzione, definita da lui stesso: “La più bella del mondo”.

Una serata di one man show in difesa del nostro statuto, della sua inviolabilità e del riconoscimento dei diritti fondamentali che in esso sono contenuti. Si è soffermato sul diritto al lavoro, sull’essenza dello Stato sociale, sulla solidarietà, sulla difesa delle donne e ha offerto pubblicamente a tutti gli spettatori una perifrasi dei primi dodici articoli. Si è rivolto più e più volte ai giovani, incoraggiandoli ad avere di fiducia e speranza e rendendo favola ciò che è realtà scritta su carta, grazie alla sua ironica leggerezza e profonda passione, rendendo omaggio al nostro ordinamento giuridico.

Prima della “lezione”, però, l’attore toscano ha regalato al pubblico un po’ di satira politica, partendo dal suo bersaglio preferito: il cavalier Silvio Berlusconi, protagonista degli ultimi vent’anni del panorama politico italiano . “Si è ripresentato, Signore pietà… si è presentato per la sesta volta. La settima si riposa, la prossima non ci sarà…” ha esordito Benigni. “Due notizie gravi per l’Italia in questo dicembre: la fine del mondo, dicono, e il ritorno di Silvio” e aggiunge: “Non è vero che noi ce l’abbiamo con lui, è lui che ce l’ha con noi” asserisce, divertito, Benigni “ma lui lo fa perchè mi vuole bene. Ha saputo che andavo in televisione e si è chiesto cosa poteva fare per me… e si è presentato”.

E poi ancora “Silvio soffre della Sacra Sindrome… una cosa gravissima”; Il comico allude alla sindrome di Stendhal, ironizzando quindi su Sandro Bondi, in merito ai crolli all’epoca del suo ruolo di ministro dei beni culturali, e anche su Claudio Scajola, riferendosi in questo caso alla vicenda della casa a ridosso del Colosseo di cui lo stesso Scajola ha sempre sostenuto di non sapere nulla.

Dopo il breve spaccato, Roberto Benigni ha proseguito il suo spettacolo lanciando un appello a tutti gli italiani: “Il più grave errore che può fare un italiano? Essere indifferente alla politica io vi dico di amare più che rispettare la politica”. Per lo showman “la politica è la cosa più alta per organizzare la pace, la serenità e il lavoro. Non avere interesse per la politica è come dire di non avere interesse per la vita”. “Se non c’è il lavoro, crolla tutto: la repubblica e la democrazia, che sono il corpo e l’anima delle nostre istituzioni”. “I nostri costituenti sapevano lo stretto legame tra noi e il lavoro, e il compenso per il lavoro non è solo perchè ci serve per mangiare ma per la nostra anima”. 

Conclude la sua performance, come in una favola, con un insegnamento:“Non si può scrivere ‘noi amiamo gli uomini’ e poi fare la guerra. Il comandamento supremo è invece ama il prossimo tuo. Amare le persone è il comandamento che ci salverà”. La legge delle leggi, la più antica, ma forse la più importante.

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