Ieri Roma è stato il teatro di una serie di incontri davvero da Oscar. Mentre Papa Francesco riceveva l’attore Leonardo DiCaprio, che quest’anno proverà a conquistare finalmente la statuetta che finora gli è sempre sfuggita, Matteo Renzi a palazzo Chigi ha avuto un appuntamento con i registi Roberto Benigni, Paolo Sorrentino, Giuseppe Tornatore e Bernardo Bertolucci per spiegare loro la nuova legge sul cinema, che prevede 200 milioni di fondi in più per il settore nel 2017.

I quattro grandi del cinema italiano sono tutti vincitori di Oscar: Roberto Benigni per La vita è bella, Paolo Sorrentino per La grande bellezza, Giuseppe Tornatore per Nuovo Cinema Paradiso e Bernardo Bertolucci per L’ultimo imperatore. Assente poiché fuori Roma Gabriele Salvatores, anch’egli invitato all’incontro.

I registi hanno incontrato Matteo Renzi a Palazzo Chigi, a pochi giorni di distanza dalla discussa visita italiana del presidente dell’Iran Hassan Rouhani. Roberto Benigni non ha mancato di commentare nella sua solita maniera ironica l’occasione, facendo riferimento alla polemica sulle statue nude coperte: “Renzi ci ha fatto venire a Palazzo Chigi per risolvere il problema delle statue. Ci ha accolto benissimo: erano tutti nudi, Renzi ci ha accolto nudo”.

Mentre usciva da Palazzo Chigi in compagnia di Paolo Sorrentino e Giuseppe Tornatore, Roberto Benigni ha anche scherzato sull’altro tema caldo del momento, quello delle unioni civili: “Faremo un’unione civile tutti e tre, andremo a vivere insieme”.

Riguardo al referendum sulle riforme costituzionali che potrebbe tenersi il prossimo autunno, Benigni ha dichiarato: “Referendum sulle riforme? Ho già votato” e ha poi aggiunto: “Sono qui a votare quella legge lì, la legge sui tombini”.

A proposito del pranzo insieme a Matteo Renzi e dell’annunciata legge sul cinema, Roberto Benigni ha poi affermato: “Abbiamo avuto l’impressione che si voglia dare uno sprint a tutta la cultura e quindi anche al cinema. Non c’è l’intenzione di fare un copia e incolla da altri paesi come la Francia” ma di dare una “spinta forte” al cinema.