Bello Figo, il rapper italoghanese assurto agli onori delle cronache dopo il suo scontro televisivo con Alessandra Mussolini, ha dovuto rinunciare all’ennesimo concerto: questa volta si tratta della tappa del 4 febbraio a Roma.

Il cantante avrebbe dovuto esibirsi agli Ex Magazzini, siti in zona Ostiense, ma gli organizzatori dell’evento hanno rinunciato a causa delle innumerevoli minacce subite da ambienti di estrema destra, e nello specifico i membri del gruppo Azione Frontale.

All’entrata del locale era stato infatti affisso un manifesto su cui erano vergate le parole “Roma non ti vuole”, ed erano state inoltre distribuiti volantini in cui la foto del rapper con la scritta “Non pago affitto” (verso di una delle sue canzoni) era affiancata a quella di un clochard morto assiderato per il freddo.

Il management dell’evento che avrebbe visto protagonista Bello Figo ha dunque fatto marcia indietro. Su Facebook le motivazioni della decisione: “È necessario salvaguardare lo spirito che guida la programmazione del nostro locale, sempre finalizzata all’intento ludico e non a occasioni di scontri e di violenza. Stante le intimidazioni rivolte al nostro ospite, ai nostri clienti ed al corretto svolgimento dell’evento, ci sentiamo in dovere di tutelare la sicurezza di ogni persona interessata e di chiunque quella sera si trovasse nei paraggi.”

Fornite anche tutte le informazioni riguardo al rimborso dei biglietti: “Ci scusiamo con tutti coloro che hanno già comprato il biglietto e ringraziamo tutte le persone che ci sono state vicine.  I biglietti saranno rimborsati direttamente da Box Office. Per chi avesse acquistato il biglietto da un rivenditore autorizzato può chiedere direttamente il rimborso dallo stesso punto vendita“.

Il concerto nel frattempo è stato spostato all’Orion Club, per il giorno sabato 25 marzo. Non si tratta dell’unico concerto saltato in questo modo per il controverso rapper – il cui vero nome è Paul Yeboah – che si prende gioco degli stereotipi sui migranti producendo una sorta di auto-parodia: a gennaio erano infatti stati annullati gli appuntamenti di Legnano, Brescia e Borgo Virgilio.