Arriva nei cinema a partire da domani, giovedì 29 ottobre, Belli di papà. Una nuova commedia italiana che vede come protagonista Diego Abatantuono alle prese con tre figli viziati, dei veri e propri “bamboccioni”, che lui cercherà di rimettere in riga costringendoli a lavorare.

Quella di Belli di papà è un’idea, ispirata alla pellicola messicana Nosotros los nobles, che farà nascere molte situazioni divertenti, ma anche qualche spunto di riflessione. Al proposito il regista Guido Chiesa, che arriva da film drammatici come Il partigiano Johnny e Io sono con te, ha dichiarato: “Quello che mi ha convinto a fare questo film è stato il poter affrontare con leggerezza il conflitto generazionale, ma non ho mai avuto avversione per la commedia. Ma una commedia capace di far divertire, ma anche riflettere, emozionare e persino commuovere”.

Presentando Belli di papà, Diego Abatantuono ha dichiarato: “Sono convinto che se c’è una colpa dei figli, inevitabilmente nasce dai genitori. Il mestiere del genitore è difficile, è un’avventura da vivere con caparbietà e entusiasmo”.

Riguardo alla sua carriera, l’attore ha poi aggiunto: “Una certa cialtroneria dei personaggi estroversi e sopra le righe dei primi film si è modificata nel tempo, ma mi è rimasta la voglia di raccontare un tipo di italiano che esiste davvero, storie che affondano nella realtà”.

In un’intervista a Vanity Fair, Abatantuono ha spiegato il titolo del film: “Io di “belli di papà” ne conosco tanti. Ho voluto un titolo che desse un senso di condivisione: “bello di papà” è un modo di dire affettuoso, non dispregiativo”.

La pellicola oltre a Diego Abatantuono è interpretata dai giovani Matilde Gioli, Andrea Pisani e Francesco Di Raimondo, che indossano i panni dei suoi tre figli, e da Francesco Facchinetti. A proposito del suo esordio in una pellicola cinematografica, il cantante e conduttore, che aveva già fatto un paio di esperienze da attore in tv, ha detto: “Il cinema? Conserva ancora un grande spazio per la parola e la poesia, si condivide il lavoro con attenzione e spirito di squadra, mentre la tv è piena di mestieranti”.