Atterraggio di emergenza all’aeroporto di Lamezia Terme per l’aereo in cui volava Belen Rodriguez accusata di aver fumato in volo, la conduttrice di Tu si que Vales! però racconta che si trattava solo di una sigaretta elettronica e che il comportamento del comandante è stato smisurato tanto che ha avuto paura che si trattasse di un rapimento. Come vi abbiamo raccontato ieri la showgirl è stata protagonista di un’atterraggio di emergenza perché accusata dal comandante del volo privato che la stava portando da Ibiza a Creta di non voler smettere di fumare una sigaretta.

Il racconto del volo si è trasformato in una specie di incubo per Belen come racconta al Corriere della Sera: “Non ho mai acceso una sigaretta in volo. (…)Da una parte non ne volevo parlare, perché ormai sono abituata a questo genere di montature. Ma l’altro giorno mi sono davvero spaventata, ho avuto anche una specie di attacco di panico. Per questo adesso andremo per vie legali e nei confronti del pilota partirà una denuncia importante”.

Più di un’ora di panico in volo per Belen Rodriguez: “A un certo punto si sono accese le spie di emergenza e il pilota non ha più voluto parlarci: ha messo il segnale di non disturbare. Il mio fidanzato ha provato a comunicare con lui, bussava alla porta, gli ripeteva please, ma niente. Sentivamo che l’aereo stava scendendo ma non capivamo dove fosse diretto. Non ce lo diceva. Così ho iniziato a mandare dei messaggi a mia mamma e ad alcune amiche con gli screenshot della nostra posizione: quando l’aereo non vola alto il telefono prende. Questo perché ho anche pensato più di una volta che mi stesse rapendo, che quel volo si fosse trasformato in un rapimento”.

Sulla pista di Lamezia Terme come da protocollo la Polizia attendeva Belen e Andrea Iannone come racconta il campione di motociclismo: “Ci aspettava sulla pista. Uno spavento. Alla fine la compagnia, con cui volo da molti anni, mi ha chiesto scusa (c’è anche una lettera in cui si dissocia “dalle azioni e dalle scelte del comandante”) e mi hanno messo a disposizione un altro aereo perché io con quel pilota non avrei più volato”.