Grazie alla sua determinazione e alla grande simpatia che la contraddistingue Bebe Vio, campionessa paralimpica e mondiale in carica di fioretto individuale, è entrata nel cuore degli italiani. A soli 11 anni una meningite fulminante la costrinse all’amputazione degli arti superiori ma, nonostante ciò, la ragazza veneta ha continuato con un’enorme forza di volontà a praticare l’attività sportiva, diventando un vero e proprio orgoglio per lo sport italiano.

Le protesi progettate per sostenere il fioretto sono state indispensabili per la sua carriera agonistica e, per questo motivo, ieri è stata entusiasta di presentare ufficialmente le sue ‘mani nuove‘. In occasione della presentazione a Milano della nuova campagna di comunicazione di Sorgenia, di cui è testimonial, Bebe ha voluto mostrare le sue nuove protesi, descrivendone con simpatia le caratteristiche particolari:

Sono touch screen, la sera ricarico le mani insieme al cellulare. Con queste posso pure fare le corna. Sono tutta energia! [...] Ho imparato anche a fare quel gesto poco gentile per mandare a quel paese le persone!”.

Con queste parole la campionessa paralimpica, ironica come sempre, ha strappato un sorriso a tutti ma ha voluto anche dire la sua sulla Festa della donna e sul ruolo che le figure femminili hanno nella sua vita:

“Se sono diventata un simbolo, se sto lottando per essere donna è perché ho tante grandi donne attorno a me: mia mamma, mia sorella, la mia capitana, tutto il gruppo della mia squadra ma anche tante altre donne fuori del mondo dello sport. Mi sento fortunata ad essere circondata da così tante grandi donne e cerco di prendere qualcosina da ognuna di loro“.

Insomma, Bebe è un vero e proprio esempio da seguire e l’amministratore delegato di Sorgenia Gianfilippo Mancini ha voluto esprimere tutto il suo orgoglio per averla come testimonial:

“Bebe porta con sé una straordinaria energia positiva ed è riuscita a costruire una relazione speciale con il suo pubblico grazie ai suoi valori sportivi e umani a partire dalla sua innata spontaneità. Lei incarna i valori in cui crediamo e siamo molto orgogliosi che anche lei abbia sposato il nostro progetto”.