1970. 46 anni son passati, ma è come se risalisse a ieri la storica separazione dei Beatles. Considerata colpevole principale Yoko Ono, la compagna di John Lennon. Un giallo rimasto irrisolto, ma ora da Paul McCartney arrivano nuove accuse contro l’artista giapponese.

“CI SENTIVAMO MINACCIATI”

“Sì, è vero. Noi Beatles ci sentivamo minacciati da Yoko Ono. Era una presenza impegnativa. Stava sempre con noi. Si sedeva sugli amplificatori e rimaneva in studio anche mentre registravamo”. Stavolta l’ex Fab Four non usa giri di parole in una lunga intervista rilasciata al magazine americano Rolling Stone. Una versione diametralmente opposta rispetto a quella del 2012 quando ai microfoni di Al Jazeera aveva dichiarato che la Ono non deteneva alcun ruolo nella fine della band, ormai arrivata ai ferri corti. “Non deve essere stato facile ammetterlo”, il lapidario commento con cui la vedova di John Lennon lo ringraziò.

“SEMPRE IN MEZZO A NOI”

“Nessuno di noi permetteva alle proprie compagne di rimanere in studio — prosegue McCartney — non perché fossimo sessisti, ma semplicemente perché stavamo stretti. Lei invece rimaneva lì, in mezzo a noi. Sopportavamo, ma non era facile”. Dopo il divorzio con la prima moglie Cynthia, John Lennon iniziò la relazione con Yoko Ono. Era il 1966 quando i due si conobbero all’anteprima di una mostra di lei a Londra. Le frequentazioni cominciarono però solo due anni più tardi, proprio in concomitanza con le registrazioni del “White Album”.

LEGAME DI AMICIZIA

“Mi sono convinto del fatto che l’amore di John per quella donna era giusto. Era inutile continuare a opporre resistenza. Mi ci è voluto un po’, ma era quello che dovevo fare. Oggi io e Yoko siamo amici. Mi piace Yoko… è così Yoko”, ha ammesso McCartney ridendo, per poi concludere “Yoko e Olivia (la vedova di George Harrison) sono membri onorari della band. Anche loro hanno fatto parte dei Beatles”.