Babara d’Urso non vince solo la gara degli ascolti in tv ma anche in Tribunale si prende le sue rivincite contro l’Ordine dei Giornalisti e dal suo presidente Enzo Iacopino che aveva denunciato la conduttrice per “Esercizio abusivo della professione giornalistica”. Il tribunale di Monza ha rigettato la denuncia e archiviato il caso sostenendo che Barbara d’Uso svolge correttamente l’attività di conduttrice televisiva nei programmi di infotainment”.

Il Giudice ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dal Pubblico Ministero in salvaguardia “della tutela dei diritti fondamentali, quali quello di libertà di manifestazione del pensiero”. Il giudice per le indagine preliminari ha sottolineato che Barbara d’Urso nell’attività di produzione e conduzione del contenitore di infotainment è coadiuvata da una redazione di giornalisti professionisti.

Il gruppo Mediaset in una nota dichiara: “Un rilevante precedente giuridico in tema di libera manifestazione del pensiero, a tutela di chiunque operi nel mondo mediatico e più in generale per tutti i cittadini”.

La vicenda nasce nel 2014 quando, dopo un attacco lungo su Facebook dal titolo “Soubrette e informazione”, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Iacopino decide sporgere una denuncia alle Procure di Roma e di Milano, ai Garanti della Comunicazione e per la protezione dei dati personali e al Comitato Media e Minori presso il Ministero dello Sviluppo economico contro chi esercita la professione in maniera abusiva.

Iacopino forse ha guardato troppo poco Carmelita e i suoi programmi altrimenti avrebbe imparato che lei è “sotto testata giornalistica”. Coincidenza simpatica è che la sentenza arriva pochi giorni dopo la messa in onda della partecipazione di Barbara d’Urso a C’è Posta per Te dove veniva accusata da Virginia Raffaele nei panni di Roberta Bruzzone di essere la “sciacalla” della cronaca nera.