“C’era una volta un mugnaio che aveva tre figli, e quando morì il suo patrimonio fu diviso tra loro: al figlio più grande andò molto bene, ma il più giovane non ricevette nulla se non il gatto, e si lamentava così amaramente della sua sorte che un giorno il gatto stesso gli disse…”

Così inizia una delle più celebri fiabe divenuta moderna, anche grazie al fatto che, in queste settimane entra a far parte, a tutti gli effetti, della nuova cinematografia 3D con un narratore d’ eccezione, Antonio Banderas.

Grazie ad un “ruolo decisivo” nella trilogia di Shrek, negli ultimi anni, l’immagine del Gatto con gli stivali è tornata in auge come una figura simpatica e positiva ma, per molti secoli, è stata invece riconosciuta come gretto simbolo di furbizia.

Il film inizia con il Gatto in fuga da un uomo che lo aveva tenuto in una gabbia e, quando riesce a fuggire, dopo aver soffiato baci alla gatta che sta lasciando dietro di sé, si fa strada in una città.

Dopo essere stato insultato riesce a guadagnarsi il rispetto dei ceffi di strada e inizia quindi la sua avventura alla ricerca di due fuorilegge, Jack (Billy Bob Thornton) e Jill (Amy Sedaris) che sono in possesso dei fagioli magici, i quali detengono un potere antico che può distruggere il mondo.

Ma quando il Gatto cerca di prendere i due fuorilegge, un altro gatto mascherato interrompe nella storia.

Vale sempre la pena di ascoltare la fine di una storia, soprattutto se raccontata da Antonio Banderas e prodotta dalla Dreamworks di Shrek.