Non perde mai occasione per parlare del suo talent danzereccio che tornerà su Rai 1 in autunno, dopo un anno di pausa per smaltire l’overdose da ballo e vivacizzare gli ascolti.

Non manca tantissimo al ritorno della nuova stagione televisiva, a settembre sul piccolo schermo rivedremo anche Milly Carlucci, storica conduttrice ormai, del suo talent danzereccio che coinvolge personaggi dello spettacolo e sportivo. Fra tango, valzer e jive Ballando con le stelle 9 rientra alla grande. Confermata anche la presenza della band di Paolo Belli.

Si continua a parlare del probabile cast, Milly Carlucci (foto by InfoPhoto) ha la bocca serrata, difende e protegge il suo talent per incuriosire il suo pubblico che, negli ultimi anni, però, un po’ si sta allontanando. Intanto, per Ballando con le stelle 9 si parla anche di Cesare Bocci, uno dei protagonisti di una fiction molto amata dagli italiani, sempre vincente negli ascolti anche se si tratta di repliche delle repliche, Il commissario Montalbano, dove lui interpreta l’ormai mitico Mimì Augello.

A darlo per certo è il settimanale Tv Sorrisi e canzoni, ma si parla di altri vip, fra cui Francesca Chillemi, Laura Barriales, Elenoire Casalegno e gli sportivi Massimo Oddo, Bernardo Corradi, Camille Lacourt (nuotatore) e la campionessa di scherma Elisa Di Francisca.

Milly Carlucci, si occupa di promuovere Ballando con le stelle 9, che dovrà comunque vedersela con Italia’s got talent 5, non perde occasione per parlarne e tenere aggiornato il pubblico su quello che sarà la nuova edizione, incurante delle critiche, dice che sta lavorando per “aggiornare il linguaggio in modo da continuare ad incuriosire”.

È notorio che si parli di compensi piuttosto elevati elargiti ai partecipanti, lei ne fa una questione di disponibilità e non di fattore economico. Come sempre Milly Carlucci tiene a precisare che il suo Ballando con le stelle, che sarà uno spettacolo elegante, si è sempre autofinanziato grazie alla pubblicità:

Ballando con le stelle è uno di quei programmi che fanno cassa. Abbiamo il televoto, le promozioni, le televendite. Siamo arrivati ad avere sei blocchi pubblicitari. L’anno scorso abbiamo fatto un cd che ha venduto 200.000 copie. Eppure abbiamo seguito il destino di tutti i programmi, tagliando e limando. Il budget è diminuito e spesso siamo costretti ad arrampicarci sugli specchi.